L’appuntamento con i Memo di Matt Hougan, CIO di Bitwise, è uno degli appuntamenti più attesi per chi opera nel mondo delle criptovalute e di Bitcoin. Questa settimana la storica rubrica vede la partecipazione di una conoscenza del nostro giornale, il direttore della ricerca del gestore di fondi, André Dragosch. Lo abbiamo intervistato più volte sul nostro giornale – e quanto ha pubblicato oggi è una delle conseguenze più interessanti di alcune teorie che aveva illustrato ai lettori del nostro giornale. Riguarda l’oro, in rapporto a Bitcoin.
Bitcoin è davvero oro digitale? Uno dei dibattiti più oziosi di sempre su Bitcoin ha ora un nuovo capitolo – che potrebbe essere quello risolutivo.
Correlazione tra Bitcoin e Oro al punto di svolta
Una premessa doverosa. Non rubiamo idee e contenuti a nessuno, quindi vi invitiamo a leggere il report di André Dragosch qui in versione originale. Detto questo, possiamo procedere con un breve riassunto di una posizione che troviamo davvero essere molto interessante.
Il mese di agosto è stato quello del ritorno del debasement trade – un trade dove si punta su asset definiti hard – che non possono essere creati a piacimento ma che rispondono a leggi e limitazioni fisiche o matematiche. È il caso – ça va sans dire – tanto di Bitcoin quanto invece dell’oro.

Il ritorno di questo trade ha aumentato sensibilmente il livello di correlazione tra prezzo dell’oro e prezzo di Bitcoin. Di più: come mostra il grafico pubblicato da Bitwise, siamo ai livelli più alti di correlazione dal 2020 a oggi.
L’ultima volta che la correlazione tra oro e Bitcoin è stata così alta era nel 2020, dopo i round di stimolo fiscale e monetario durante la crisi Covid. In altre parole, le ultime due volte che il governo è intervenuto materialmente nel quadro macro, la correlazione tra Bitcoin e oro è stata massima.
Questa è la lettura che offre André Dragosch e che chiude:
I dati ci dicono qualcosa di importante. Bitcoin non è oro. L’oro è un asset con una storia di migliaia di anni. Bitcoin è una tecnologia nuova che ha 20 anni.
Aggiungendo che i due però tendono a ricongiungersi proprio durante i momenti di macro concentrazione, ovvero quando il quadro macroeconomico diventa rilevante per l’andamento dei mercati più di altre questioni.
Gli investitori, chiude Dragosch, non si stanno più chiedendo se proteggersi con Bitcoin o con l’oro. Stanno proteggendosi con entrambi. E questo – se dovessero permanere certi mal di pancia macro – potrebbe essere positivo, aggiungiamo noi, per entrambi.
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