L'indicatore dell'avidità è alle stelle: per Bitcoin e crypto è il momento di vendere?
Siamo su livelli critici da qualche giorno. Ma cosa vuol dire davvero questo... segnale?
12:17 • Pubblicato 03/09/2026
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Lo strano indice sintetico del Fear and Greed, paura e avidità sui mercati crypto, non vuole sentirne di scendere. Dalla ripresa del settore di metà agosto, si è assestato in quota greed (avidità) e al netto di qualche minimo movimento di breve, continua a segnalare un mercato surriscaldato. Lo fa dopo essere rimasto per mesi nel pieno della paura. Che tipo di indicazioni offre ai trader?
Il Fear & Greed non è certamente un termometro preciso: sono in diversi a calcolarlo, utilizzando delle metriche assai diverse. Tutti però puntano all’avidità del mercato che non accenna a scendere e che non accennerà a farlo fino a quando non ci sarà un’eventuale correzione.
Un termometro più che altro psicologico
Il termometro rappresentato da questo indice non dovrebbe essere utilizzato per organizzare mosse future. Ci siamo più volte scagliati su queste pagine sulla scarsa capacità di questo strumento di offrire effettivamente un’anticipazione del futuro. Anche leggerne i trend, soprattutto dopo l’ultimo lungo periodo di stasi per il comparto, potrebbe avere poco senso.
- Una fotografia del passato e in parte del presente
L’indice tiene conto dei movimenti dei prezzi, dei volumi, e anche di quanto si parla sui social (e possibilmente con quali toni) di Bitcoin e crypto. Ultimamente è cresciuto non solo perché il prezzo è tornato sensibilmente in alto, ma anche perché tanti gestori di fondi, giornalisti e anche analisti mainstream sono tornati a citare nei loro pezzi e approfondimenti asset del comparto.
Si tratta comunque di un indice che si nutre di dati esistenti e che non è mai stato in grado di anticipare alcunché. Potremmo benissimo rimanere in territorio Greed (il più pericoloso, perché segnala una crescita superiore alla media del comparto) a lungo, così come siamo rimasti in territorio fear per mesi.
Se vuoi usarlo, forse ha senso fare così
In realtà andrebbe letto come una bolla che si gonfia, si gonfia e si gonfia ancora fino ad esplodere, quando si sale. E al contrario quando si scende. La fotografia più interessante che ci offre è come i mercati tendono a reagire alla stessa notizia. Quando siamo in greed – una notizia positiva può avere un impatto maggiore di una notizia negativa. Viceversa, quando il sentiment fotografato da questo indice è negativo (fear), anche le buone notizie tendono a muovere poco il mercato.

Greed, pertanto, non vuol dire che è il momento di vendere. Così come Fear non vuol dire che è il momento di comprare senza alcun tipo di ragionamento dietro.
Possiamo ritenerlo un indicatore di contesto – un po’ come facciamo con i volumi, con i trasferimenti da e per gli exchange e altri fattori aleatori che però raccontano un aspetto in più del mercato.
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Pienamente d’accordo con voi ragazzi, e poi sarebbe meglio aspettare il 15 di settembre per vedere cosa succede al Floor USA in relazione al Clarity Act. Grazie per la vostra professionalità. Cosimo
Grazie Cosimo!