I dati sul mercato del lavoro pubblicati venerdì alle 14:30 ora italiana hanno riportato la discussione tra colombe e falchi a favore di questi ultimi. Se il mercato del lavoro è così forte, un piccolo rialzo dei tassi non dovrebbe fare troppo male. I mercati sono relativamente d’accordo (Bitcoin e crypto hanno corretto proprio per questo motivo). Le borse hanno fatto finta di nulla, e c’è chi invece vuole fare il contrario. Le opinioni di quest’ultimo dissidente si potrebbero bellamente ignorare, se non fosse che si tratta del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Donald Trump, tramite uno dei suoi soliti interventi sul social Truth (che è di sua proprietà), ha invitato Fed a comportarsi in modo patriottico. Il lavoro va bene, l’economia anche, e di conseguenza la prima potenza economica mondiale merita dei tassi più bassi.
Il messaggio di Donald Trump
Ottimi numeri dal mercato del lavoro, che hanno distrutto ogni previsione (tranne le mie!) del doppio o del triplo. E non avete visto ancora nulla.
Il post di Donald Trump che sta facendo, per l’ennesima volta, il giro del mondo, parte con i festeggiamenti. Servono però poche altre parole per cambiare immediatamente il tono e tornare ad occuparsi di politica monetaria.
UN PAESE FORTE SIGNIFICA UN TASSO DI INTERESSE BASSO – UN CREDITO PIÙ FAVOREVOLE. È molto semplice! Dovremmo avere i tassi di interesse più bassi del mondo, come ai bei vecchi tempi. Senza gli Stati Uniti che garantiscono loro i surplus – che potremmo interrompere immediatamente – altri Paesi non sarebbero più considerati elite finanziaria.
Il maiuscolo è di Trump, per un messaggio che mescola analisi di politica monetaria, messaggi a Fed e anche minacce di ritorsioni verso non meglio precisati Paesi che sarebbero parte dell’elite finanziaria globale.
C’è poi spazio anche per una chiamata alle armi per i membri votanti del FOMC:
SIATE DEI PATRIOTI per il cambiamento. Tassi di interesse alti mettono gli USA in uno svantaggio ingiusto, e non permetterò che accada.
Cosa può fare Trump?
Nulla. Per quanto diversi presidenti di Federal Reserve nella storia abbiano subito influenze politiche, è estremamente difficile che questa volta diano ragione al presidente. I mercati continuano ad anticipare aumenti dei tassi, per quanto in un regime di massima incertezza.
Soltanto ieri, anche il vicepresidente degli USA, JD Vance, si era espresso pubblicamente sulle stesse note: ha infatti chiesto un intervento di Fed in senso contrario rispetto a quanto si aspettano i mercati. Ovvero, ça va sans dire, un taglio dei tassi.
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