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Crollo crypto e Bitcoin dopo i dati sull’occupazione USA. Gigantesco errore degli analisti su questo numero

Crollo sostanziale delle quotazioni degli asset digitali: il mercato del lavoro è più forte delle attese
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Enorme sorpresa dai dati sui nuovi posti di lavoro. Mentre gli analisti convergevano su 55K come cifra per il mese di agosto, il dato pubblicato è di invece 162K, praticamente il triplo. Il segnale inviato è di un mercato del lavoro solido – mentre l’inflazione rimane al 4,1%. Bitcoin e crypto rispondono con una forte correzione dalla pubblicazione del dato, con BTC che perde gli 80.000$ in vista della riapertura di Wall Street per l’ultima sessione.

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Un mercato del lavoro più solido di quanto ci si aspettasse riporta al centro della discussione la possibilità di aumenti dei tassi di interesse di riferimento a settembre. Ipotesi però, quest’ultima, che andrà valutata all’interno di un quadro più ampio, che dovrà comprendere anche l’andamento dell’inflazione.

Schiaffo – virtuale – alle colombe

Federal Reserve deve occuparsi sia dalle stabilità dei prezzi sia invece della massima occupazione. Con quest’ultima che – almeno a una lettura superficiale – non sembrerebbe avere problemi di sorta, si riapre il caso per un aumento dei tassi durante il meeting di settembre del FOMC.

I dati arrivano a smentire – se ce ne fosse stato il bisogno – la presa di posizione di Christopher Waller, che soltanto ieri – giovedì 3 settembre – aveva dichiarato la sua intenzione di votare a favore di un hold – ovvero contro i rialzi.

Ad ogni modo, il dato sui Nonfarm Payrolls – che indicano le nuove buste paga – sono dati sì importanti, ma che possono essere sottoposti a revisione e che spesso offrono un quadro soltanto parziale.

La reazione negativa di Bitcoin e crypto

Intanto Bitcoin e crypto rispondono con una correzione di proporzioni importanti. Nel momento in cui pubblichiamo questo mini-approfondimento, abbiamo infatti Bitcoin che lotta per rimanere sopra i 79.000$ (con perdite in pochi minuti di oltre il 2%), Ethereum sotto i 2.450$ (con perdite sopra il 3%) e il resto del settore che si comporta seguendo lo stesso copione.

Anche i futures sugli indici USA hanno reagito negativamente – per quanto con percentuali minori. Toccherà ora all’ultima sessione della settimana decidere se la correzione è stata sufficiente o se ci sarà bisogno di un’ulteriore liquidazione di long.

Pagano un prezzo particolarmente alto le crypto che avevano più guadagnato negli ultimi giorni, ovvero TRUMP, DASH, ma anche ENA e SPX6900.

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