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Il Giappone ha deciso: sui tassi farà così. Mercati tirano un sospiro di sollievo. Yen a 155, mistero su intervento

Bank of Japan scongiura il "peggio" per i mercati. Decisione moderata, con apertura però a ulteriori rialzi futuri
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Secondo uno scoop firmato da Bloomberg, Bank of Japan si appresta ad aumentare i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base a settembre (0,25%). Negli scorsi giorni era circolata notizia della possibilità di un rialzo più sostanzioso – 50 punti base – già dal prossimo incontro. Sempre secondo lo stesso scoop, Bank of Japan si riserverà di eventualmente accelerare in futuro. Lo yen, alla diffusione della notizia, ha corretto – dato che una parte degli operatori di mercato riteneva credibile la chance di aumenti dei tassi maggiori.

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Tutto è bene quel che finisce bene, verrebbe da dire almeno agli investitori sugli asset più rischiosi, che temevano una stretta eccessiva da parte di Tokyo. Rimarrà però inevitabilmente insoddisfatto Scott Bessent, che durante il G20 aveva invitato le autorità monetarie giapponesi a fare la cosa giusta – ovvero a procedere nel modo più rapido possibile ad aumenti dei tassi anche a sostegno del cambio dello yen.

Strada aperta in futuro

Impegnarsi a parole non costa nulla. Alzare i tassi invece ha dei costi politici, economici e finanziari. Ed è per questo che Bank of Japan probabilmente sceglierà la via più semplice, quella di un aumento dei tassi modesto a settembre (0,25% inevitabile) per poi rimandare tutto al futuro, di nuovo.

Si tratterebbe di una soluzione da convergenze parallele, che finirebbe per non scontentare nessuno e che però – almeno a leggere la reazione di breve dei mercati – potrebbe non essere sufficiente per offrire il sostegno necessario allo yen.

Alla diffusione della notizia lo yen si è indebolito leggerissimamente, forse in virtù del fatto che diversi tra gli operatori si aspettavano con ogni probabilità mosse più decise, che erano state fatte circolare da alcuni membri del board.

Non sarà così. Ad ogni modo i fondamentali rimangono quelli di un dollaro debole, con il minimo indebolimento dello yen che è durato lo spazio di pochi minuti. USDJPY si mantiene intorno a 155, dopo movimenti decisi al ribasso in particolare nella giornata di ieri.

C’è stato un altro intervento?

Non possiamo sapere se BoJ sia intervenuta di nuovo sul mercato valutario a sostegno dello yen, per quanto i grafici farebbero sospettare una decisione di questo tipo. Tuttavia, dai conti interni di Bank of Japan non si possono ricavare movimenti di questo tipo.

Uno dei momenti più convulsi di sempre sul mercato valutario internazionale sta costringendo autorità che dovrebbero fare della prevedibilità uno dei loro punti forti… a comportarsi come trader che tendono imboscate.

La situazione dello yen rimarrà una delle più importanti per capire come si potrà orientare il mercato, come ha ricordato qui nella sua analisi il nostro Alex Lavarello, indicando anche i movimenti sospetti di queste ultime ore.

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