Home / Il precedente che fa paura ai mercati: tutti si affidano a un trend politico che non è mai esistito

powell precedente

Il precedente che fa paura ai mercati: tutti si affidano a un trend politico che non è mai esistito

Ci sono dei precedenti che non danno ragione a un certo "meme finanziario", ma ci sono comunque delle precisioni da fare.
powell precedente

C’è un precedente che terrorizza i mercati e che riguarda la possibilità che – nonostante le elezioni a breve – Fed faccia un colpo di testa. La cronaca degli scorsi giorni è la seguente: le possibilità di aumento dei tassi sono cresciute a dismisura, complice un Kevin Warsh – presidente di Federal Reserve – che è apparso come risoluto nel voler combattere l’inflazione. I più cinici però sottolineano come, con le elezioni di novembre, sarà difficile vedere spunti… coraggiosi.

Mexem ti offre 50€ di bonus con 500€ di investimento. Segui il link per ottenere il tuo conto demo e anche un cashback sulle commissioni di 500€.

In realtà c’è del merito in questa posizione cinica. Chi vede il magna magna ovunque trova irragionevole aspettarsi un aumento dei tassi dal presidente nominato da Trump, a poco da elezioni che potrebbero essere un problema enorme per lo stesso Trump. C’è però… un precedente. Il presidente era ancora Joe Biden, e pochi giorni prima delle elezioni Jerome Powell e il FOMC decisero per un aumento di 75 punti base. Ovvero tre aumenti in uno.

Lo spauracchio del 2022

Il 2022 fu l’anno della consacrazione dell’indipendenza delle banche centrali – e in particolare di Fed – dal potere politico. Mentre gli americani avevano in parte già votato, Federal Reserve decise per un aumento dei tassi di interesse di 75 punti base. Questo nonostante i buoni rapporti tra Powell, presidente Fed di allora, e Joe Biden, che al tempo era alla Casa Bianca.

In realtà però ci sono altre questioni di cui tenere conto. Il 2022 era stato anno di tassi molto bassi – 0,25% – e anno in cui ci si rese conto dell’ondata inflativa causata dal COVID e dagli interventi di politica monetaria per evitare il disastro.

Il ciclo di hike tra 2022 e 2023

Si arrivò pertanto alle elezioni midterm non solo nel mezzo di un ciclo rialzista dei tassi – saltare quell’appuntamento sarebbe stato oggettivamente troppo – ma nel pieno di una crisi la cui portata era ancora incerta.

La situazione che dovrà affrontare Kevin Warsh potrebbe essere parzialmente diversa. Saltare un appuntamento – quello di settembre – darebbe meno nell’occhio, soprattutto se da qui alle elezioni dovessero arrivare dei dati su inflazione e lavoro al ribasso. Questo infatti significherebbe poter fare affidamento su maggiori argomenti dovish.

È comunque insolito anche prima delle midterm?

C’è poi una grossa differenza per gli appuntamenti elettorali che coincidono anche con le presidenziali e quelli che invece sono delle banali midterm, come quelle che ci saranno in novembre.

MidtermPresidente USAFed ChairUltima azione FOMC prima del votoGiorni prima
1994Bill ClintonAlan GreenspanHold42
1998Bill ClintonAlan GreenspanTaglio straordinario 0,25%19
2002George W. BushAlan GreenspanHold42
2006George W. BushBen BernankeHold13
2010Barack ObamaBen BernankeHold, più segnalazione easing42
2014Barack ObamaJanet YellenHold, ma fine del QE6
2018Donald TrumpJerome PowellAumento +0,25%41
2022Joe BidenJerome PowellAumento +0,75%6
2026Donald TrumpKevin Warsh6

I più cinici di cui sopra noteranno qualcosa. E lo scriveranno nei commenti.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments