Il messaggio di Scott Bessent è già arrivato a destinazione. Poche ore fa il Segretario del Tesoro USA aveva affermato di aspettarsi un Giappone che fa la cosa giusta. Quella cosa giusta sono gli aumenti dei tassi di interesse, e anche se mancano giorni alla decisione di Bank of Japan, arrivano già i primi convincenti segnali da Tokyo. Hajime Takata, che è considerato uno dei falchi che operano da Bank of Japan, ha consegnato alla stampa un messaggio laconico ma convincente. “L’aumento dei tassi da 25 punti base non è scolpito nella pietra”.
Traduciamo il messaggio del falco: possono esserci aumenti dei tassi più significativi, anche in un’unica soluzione. Lo yen ha risposto immediatamente tornando sotto i 160 contro il dollaro e lasciando un po’ di respiro tanto in Giappone quanto negli USA – con entrambe le sponde dell’Oceano Pacifico che sono ragionevolmente preoccupate dalle future evoluzioni del mercato valutario e dei tassi.
Yen sotto pressione, nonostante l’intervento congiunto con gli USA
L’intervento congiunto tra USA e Giappone a tutela dello yen è ormai buono per gli annali di economia. Il suo effetto si è ampiamente esaurito, con il cambio USDJPY che è tornato con costanza sopra i 160. A contribuire alla debolezza dello yen una situazione fiscale complessa – con il governo in carica che ha annunciato ambiziosi piani di spesa – oltre alla situazione di Hormuz, che pesa in particolare nel Lontano Oriente.

Come direbbero quelli bravi: è una questione di fondamentali, che poi in larga parte è una questione di tassi, che poi in larga parte è una questione di quanto indipendente nelle scelte possa essere Bank of Japan, la banca centrale del Paese del Sol Levante.
Anche il governatore Kazuo Ueda aveva lasciato intendere che un rialzo sarebbe stato pressoché dovuto – qualcosa che non si sarebbe potuto evitare e che – in soldoni – il governo avrebbe dovuto accettare. In pochi però si aspettavano forse un intervento come quello di Hajime Takata: il rialzo ci sarà, e potrebbe essere maggiore delle aspettative.
Conta anche la distanza dai tassi USA
Non sarà soltanto Bank of Japan a decidere a settembre. Ci sarà anche la decisione del FOMC di Federal Reserve. I mercati per ora prezzano con maggiore convinzione un potenziale rialzo dei tassi di 25 punti base, anche se nulla è ancora deciso.
Sul tema torneremo a breve, anche con approfondimenti video. Per ora però a Washington e Tokyo governa l’incertezza, che i mercati stanno risolvendo a favore dello yen. Ora la vera domanda però è un’altra: durerà?
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