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I Paesi Bassi riportano in patria l'oro custodito a New York: pesano paure politiche e rapporti deteriorati con USA

Operazione partita a marzo, trasferimenti a favore di Londra. Ecco i numeri

08:47 • Pubblicato 03/09/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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La Banca Centrale dei Paesi Bassi ha trasferito – nel corso degli ultimi mesi – 86 tonnellate d’oro dagli Stati Uniti e dal Canada, portandole a Londra. La mossa sarebbe stata dettata dalle crescenti tensioni internazionali e geopolitiche. O, in altre parole, dai rapporti tra Europa e USA che sono sensibilmente peggiorati dall’arrivo di Donald Trump, anche se non lo scrivono chiaramente. Il motivo ufficiale rimarrà quello di poterle più prontamente utilizzare in caso di bisogno.

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Con questo passaggio, abbiamo migliorato la capacità di impiego delle riserve auree. Supponiamo che non dovremo mai impiegare l’oro, ma è comunque necessario rafforzare la nostra resilienza e la nostra preparazione.

Questo è il commento del Presidente di DNB (la banca centrale dei Paesi Bassi), Olaf Sleijpen. A New York e Ottawa rimarrà comunque il 37% delle 612,4 tonnellate in possesso della banca centrale, equamente diviso tra le due sedi. Il resto rimane invece al 32,1% a Londra e per il restante 30,8% appunto nei Paesi Bassi. Secondo quanto riporta The Guardian, il trasferimento è stato effettuato in parte fisicamente, in parte tramite vendite in America seguite poi da acquisti nelle nuove sedi.

Un’operazione partita a marzo

Curiose anche le tempistiche: le operazioni di vendita e spostamento sono partite a marzo, all’indomani dell’avvio delle operazioni belliche degli USA in Iran. Non sappiamo se sia stata questa la causa scatenante (probabile che non lo sia, la decisione sarà maturata prima).

Ad ogni modo, il presidente della Banca Centrale dei Paesi Bassi ha citato proprio rinnovate preoccupazioni geopolitiche come motivazione dello spostamento.

In realtà in Europa (e anche in Italia) si discute da tempo della possibilità di rimpatriare l’oro custodito in particolare a New York.

Perché i Paesi europei detengono grosse quantità d’oro a New York?

Ci sono diversi motivi che hanno spinto, in passato, diversi Paesi europei a optare per New York come sede principale delle riserve auree. Nel caso dell’Italia le cause concomitanti sono diverse: dall’impiego di dollari – in particolare nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale – direttamente sui mercati dell’oro americani, alla diversificazione del rischio.

New York inoltre garantisce una rapidità d’utilizzo importante: è un mercato molto liquido e che offre anche servizi di custodia a buon mercato.

Nel 2025 una legge ha ribadito la proprietà delle riserve auree a favore del popolo italiano. Anche l’Italia, tuttavia, non utilizza soltanto New York a questi scopi. Il 44,8% è custodito in Italia, il 6,1% a Berna e il 5,76% a Londra secondo i dati più recenti diffusi da BankItalia.

Anche in Italia si discute da tempo la possibilità di riportare in patria l’oro custodito negli Stati Uniti. Una polemica che torna ciclicamente, in particolare nei periodi di relativa tensione con gli Stati Uniti.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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