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g7 paura Bitcoin

Il G7 ricorda il problema “principale” per Bitcoin: bisogna fare presto, ma non tutti sono d’accordo

Ora ci si mette anche il G7, che suona la sveglia sul problema dei problemi
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Ora ci si mette anche il G7. Il gruppo di lavoro della kermesse dei grandi ha lanciato l’allarme sulle minacce a stabilità finanziaria e sicurezza di organizzazioni pubbliche e private che potrebbero arrivare da computer quantistici sufficientemente potenti. Noi che bazzichiamo il mondo crypto conosciamo già la solfa, che in parte è stata responsabile di un lungo periodo di sofferenza per Bitcoin e di conseguenza per il resto del settore.

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È uno dei tanti fate presto che ora arrivano da entità pubbliche che hanno a cuore il mondo per come lo conosciamo. Dati sensibili sarebbero già a rischio e bisognerebbe muoversi, perché una migrazione potrebbe richiedere anni. Tutto vero, ma non stiamo forse un po’ esagerando?

Anche se le tempistiche sono incerte, diversi avanzamenti recenti suggeriscono un anticipo dello sviluppo di quantum computer in grado di bucare la crittografia a chiavi pubbliche e minacciare la sicurezza delle infrastrutture digitali.

È questo il parere del gruppo di lavoro, che fa eco a quanto abbiamo letto, visto e ascoltato negli ultimi mesi. Il quantum accelera e dunque dovranno accelerare istituzioni, organizzazioni e protocolli nel mettersi al riparo.

Una questione che riguarda anche Bitcoin

Come è noto ai nostri lettori, la questione quantum riguarda anche Bitcoin, dato che c’è una quantità non irrilevante di $BTC fermi in indirizzi che hanno esposto la chiave pubblica e che dunque sarebbero a rischio quantum non appena questo sarà in grado di rompere una crittografia fino a oggi invincibile.

Sul tema però cominciano a esserci diversi scettici. Qui abbiamo riportato l’opinione di Cory Klippsten, che ha parlato di esagerazioni nate principalmente ai piani bassi di Wall Street, dove penny stock hanno avuto un momento di grande fortuna dovuto proprio alla psicosi da quantum.

Ci sono poi protocolli che si stanno preparando: ne abbiamo parlato con Antonio Sanso della Ethereum Foundation proprio poco prima che la fondazione stessa mettesse in piedi un team per occuparsi della questione.

Ci sono soluzioni, per la finanza tradizionale e per Bitcoin

Ci sono ovviamente delle soluzioni, per quanto il G7 abbia ragione a spingere a un’accelerazione in quanto certe migrazioni impiegano anni. Le soluzioni però per entità centralizzate come le banche saranno relativamente più semplici: basta sedersi in quattro e decidere. Su sistemi dove anche il consenso è decentralizzato – vedi Bitcoin – si dovrà scegliere il male minore tra diverse soluzioni possibili, nessuna delle quali per ora ottimale.

Ad ogni modo – c’è anche l’altra possibilità. Ovvero quella che il quantum sia un problema del quale dovranno occuparsi i nostri figli o i nostri nipoti.

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