Quella che i mercati ritenevano essere la più grande minaccia per Bitcoin sarebbe in realtà una truffa per raccogliere qualche milione di dollari. O almeno questa è l’analisi di Cory Klippsten, che intervenendo da Unchained ha parlato di rischio quantum di cui vale la pena discutere, ma senza allarmismi. L’attacco narrativo a Bitcoin sarebbe stato spinto da chi aveva interessi diretti nella questione, talvolta anche tramite manovre poco limpide in borsa.
Ci sono stati sì degli sviluppi interessanti tra 2024 e 2025, ma la narrativa sarebbe stata esagerata appunto da chi aveva interessi diretti nel raccontare un mondo quantum molto più avanti di quanto effettivamente lo sia.
Crypto sospette, raccolte di fondi, narrativa sbilenca
Quanto Cory Klippsten ha descritto a Unchained – qui trovi l’intervista completa – è un meccanismo assai diverso da quello che è stato raccontato dai giornali e poi fatto proprio da diversi investitori. La questione quantum è diventata così grande da spingere anche il leggendario Ray Dalio a parlare di consistente rischio quantum per Bitcoin.
Facciamo qualche passo indietro: è da più o meno il 2025 che c’è un crescendo di sirene che invitano Bitcoin e il resto del mondo crypto a prendere sul serio la minaccia quantum. Una minaccia che, una volta concretizzatasi, potrebbe portare al furto di quantità ingenti di $BTC, in particolare se detenuti presso vecchi indirizzi che hanno esposto le loro chiavi pubbliche.
La narrativa si è poi intensificata poco prima del grande crash del 10 ottobre: anche i principali protocolli si sono sentiti in dovere di offrire risposte e timeline per l’inserimento di crittografia resistente ai quantum computer e più in generale abbiamo tutti assistito a un goffo tentativo di mostrare di essere pronti.
Ciò che è successo davvero è che ci sono stati sviluppi interessanti nella tecnologia quantum tra fine 2024 e inizio 2025 e c’è stato anche un grande flusso di pump & dump di penny stock nella prima metà dell’anno [correlati al settore quantum, NDR].
Questo è il commento più interessante tra quelli che sono stati prodotti da Cory Klippsten, che ha poi aggiunto:
Le persone del giro crypto hanno assistito a questi sviluppi e hanno detto: lanciamo qualche “quantum coin” e qualche startup per il “quantum”, mettendo al riparo blockchain “di m–da”
E questo secondo Klippsten sarebbe il motivo per cui il tema sarebbe diventato tanto popolare a partire da fine 2025.
Diverse chain però non sono d’accordo
Come dovrebbero già sapere i nostri lettori, il tema rischio quantum è stato preso molto sul serio anche da chain che – almeno per capitalizzazione di mercato – sono da considerarsi come di alta fascia.
Ethereum ha creato un team specifico per la transizione. Ripple ha diffuso una timeline anche d’emergenza per l’eventuale transizione e tante altre hanno fatto di tutto per far passare il messaggio di essere pronte. Chi avrà ragione? E il quantum è davvero un problema di cui doverci occupare ora?
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