Donald Trump: "Non ci fermeremo con AI". Ignorato l'appello del Segretario dell'Onu, che parla di "robot killer"
Gli Stati Uniti d'America non hanno alcuna intenzione di fermarsi con l'AI. Rispedito al mittente l'appello di ONU, UK, Francia e Canada.
19:00 • Pubblicato 22/09/2026
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Non ci sarà alcun accordo internazionale per regolamentare l’AI. O se ci sarà, non vedrà la partecipazione degli Stati Uniti, almeno fino a quando sarà presidente Donald Trump. Il principale inquilino della Casa Bianca ha pubblicamente rigettato ogni chiamata all’accordo tra diversi Paesi, che era stato avanzato anche dal Segretario delle Nazioni Unite António Guterres e ripreso anche dalle massime autorità di Canada, Francia e Regno Unito.
Le parole che sono state scambiate in quello che è il più alto consesso della politica globale sono dure:
Gli Stati Uniti rifiutano ogni tentativo di costruire uno schema “globalista” per controllare l’intelligenza artificiale. Non fermerò la crescita di qualcosa che sarà più grande della Rivoluzione Industriale.
Questo è il messaggio che Donald Trump ha letto di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite, assemblea che aveva all’ordine del giorno anche una prima risposta alle preoccupazioni – arrivate anche dalle principali aziende del settore – sull’impatto presente e futuro dell’intelligenza artificiale sull’umanità.
Ansia che cresce, ma USA sordi da quell’orecchio
Da quell’orecchio il governo degli Stati Uniti non ha alcuna intenzione di sentirci. Donald Trump aveva prima redarguito le aziende come Anthropic e OpenAI che avevano chiesto un rallentamento nello sviluppo dei modelli di frontiera. Poi ha trovato un alleato in Jensen Huang di Nvidia e anche, indirettamente, in Alex Karp di Palantir.
Ci sono poi i pareri, probabilmente interessati, di Paesi che sono indietro nella corsa all’intelligenza artificiale: Regno Unito, Francia (in rappresentanza dell’Unione Europea?) ma anche il Segretario delle Nazioni Unite, che avevano richiesto a gran voce di gettare le basi per una prima regolamentazione del comparto.
[L’AI, N.d.R.] sta avanzando a velocità incredibile e sta correndo più della nostra capacità di comprenderne pienamente le conseguenze. I robot killer non devono avere parte nel nostro futuro. […] I Paesi con le capacità più ampie in termini di sviluppo AI hanno la più grande responsabilità verso l’umanità nello stabilire canali per il dialogo, per la trasparenza, per la fiducia e per la cooperazione.
Questo è il messaggio del Segretario dell’ONU António Guterres con il quale ha chiuso il suo intervento davanti a un pubblico che è costituito dai più alti rappresentanti politici del pianeta. Non ha funzionato.
C’è anche un report delle Nazioni Unite
Oltre all’accorato intervento del Segretario, un panel di esperti delle Nazioni Unite ha prodotto un report, che ha puntato sull’ormai celebre incidente Hugging Face:
- Pericolo dal coordinamento di agenti, che sarebbe emerso dall’attacco a Hugging Face;
- Pericolo dell’evoluzione da reward hacking a reward tampering, con il problema di utilizzare metriche che abbiano un senso nel limitare l’attività degli agenti;
- Sicurezza imposta che dovrebbe assomigliare più a quella dell’aviazione o del nucleare che a quella storica del software;
Sono punti sui quali torneremo in altri approfondimenti, perché interessanti e perché di probabile impatto anche sul comparto azionario del settore. Per ora il comparto non sembra interessarsene granché: Nasdaq-100 è in leggero guadagno mentre S&P 500 e Dow perdono pochi decimi percentuali.
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