La BCE può fermarsi a ottobre, ma i bond restano sotto pressione: la Francia supera l’Italia
BCE verso una pausa a ottobre, ma i future Euribor indicano un possibile rialzo a dicembre mentre i rendimenti europei restano elevati
21:47 • Pubblicato 09/10/2026
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I tassi BCE restano al centro dell’attenzione dei mercati in vista della riunione del 29 ottobre. L’inflazione dell’area euro è risalita al 3,8% a settembre, lontano dall’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. Il verbale della riunione BCE del 10 settembre, pubblicato ieri, indica una pausa nei tassi ma non esclude nuovi rialzi. I future sull’Euribor prezzano tassi fermi a ottobre e un aumento a dicembre. I rendimenti dei titoli di Stato europei restano intanto sui massimi degli ultimi anni.
Tassi BCE, il Consiglio direttivo verso la pausa a ottobre
Il tasso sui depositi della BCE si trova al 2,50%, il livello in vigore dal 16 settembre dopo l’ultimo rialzo deciso dal Consiglio direttivo. Il verbale della riunione di settembre mostra un Consiglio orientato a fermarsi, per evitare che nuovi aumenti pesino sulla crescita dell’area euro. La BCE non esclude comunque altri rialzi dei tassi se l’inflazione non dovesse rallentare nei prossimi mesi. La prossima decisione sui tassi BCE è attesa giovedì 29 ottobre, mentre l’ultima riunione dell’anno è fissata per il 17 dicembre.
Previsioni sui tassi BCE, cosa prezzano i future Euribor
Le previsioni sui tassi BCE si ricavano dai future sull’Euribor a 3 mesi, il tasso a cui le banche europee si prestano denaro. L’Euribor segue da vicino il tasso sui depositi della BCE, per questo i suoi future riflettono le attese del mercato sulle prossime riunioni. Il prezzo di questi contratti si calcola come 100 meno il tasso atteso alla scadenza, quindi un prezzo più basso indica tassi più alti. Il grafico mette a confronto i future Euribor di novembre e dicembre 2026 con il rendimento del titolo tedesco a 2 anni (Schatz).

Il future sull’Euribor con scadenza novembre 2026 quota 97,215 e sconta un tasso al 2,785%, mentre quello di dicembre quota 97,100 e sconta il 2,90%. Il confronto con il tasso sui depositi al 2,50% indica una probabilità di rialzo vicina allo zero per la riunione di ottobre. Il salto tra le due scadenze corrisponde invece a un aumento di 25 punti base, che porterebbe i tassi BCE al 2,75% dopo il 17 dicembre. Il grafico elaborato da Criptovaluta.it® mostra il percorso dei tassi BCE atteso dal mercato riunione dopo riunione.

Rendimenti dei titoli di Stato, la Francia supera l’Italia
Il rendimento del titolo di Stato tedesco a 2 anni (Schatz), il più sensibile alle mosse della BCE, sale al 3,086% e resta sopra il tasso ufficiale. Per seguire l’evoluzione dei rendimenti si può usare il tool di Criptovaluta.it® sui titoli di Stato, che raccoglie i dati delle principali scadenze. Sulle scadenze a 10 anni il BTP italiano rende il 4,571%, in calo del -0,93% su base settimanale. Il decennale francese si spinge al 4,848% e supera quello italiano di circa 28 punti base, mentre il Bund tedesco rende il 3,472%.

Lo spread tra BTP e Bund, cioè la differenza di rendimento tra i decennali italiano e tedesco, si attesta intorno ai 110 punti base. Il gilt britannico a 10 anni tocca intanto il 5,435%, il rendimento più alto tra i quattro decennali del grafico. La Francia resta una delle situazioni più delicate dell’area euro, come segnala anche l’allarme del Fondo monetario internazionale sul debito pubblico.
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Insomma una situazione che non brilla.