Inflazione: male Italia, Spagna e Francia, mentre la crescita del Belpaese si azzera. A dicembre "regalo" BCE?
I prezzi in Europa continuano a correre. In Italia lettura molto al di sopra delle aspettative.
15:07 • Pubblicato 30/10/2026
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I dati arrivati questa mattina da diversi Paesi europei, Italia inclusa, non sono molto positivi. Partiamo dalle buone notizie: la crescita del PIL nell’Unione Europea è superiore alle aspettative: 1,3% contro l’1,2%, nonostante la Francia stia accelerando nel diventare il grande malato d’Europa. Per il resto i dati sull’inflazione, in particolare quella italiana, sono terribili, tanto da costringere anche l’attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti a un commento pubblico. Asset contro l’inflazione, ma anche investimenti di lungo periodo.
L’inflazione in Italia supera il 5%, “drammatica conseguenza del caro carburanti ed energia” e ad accompagnare le brutte notizie per il nostro Paese c’è anche un miss della crescita del PIL, ferma sul trimestre, e ridotta a un modesto +0,8% anno su anno.
Gli altri numeri europei
Anche i numeri che sono arrivati dalla Spagna non sono dei migliori. Inflazione HICP anno su anno al +4,9%, mentre quella core è al 3,1%, segnale del fatto che il problema è sì nei costi energetici, ma ormai ampiamente allargatosi al resto dell’economia. Era quanto temevano in tanti da BCE, almeno secondo i rumors circolati ieri. La stangata, che avevamo anticipato poche ore fa, sembrerebbe essere ormai inevitabile. E, al contrario, i numeri di oggi rendono assai comprensibili i rimbrotti dei falchi in seno alla Banca Centrale, che già ieri avrebbero voluto aumentare i tassi di interesse.
A sorpresa però l’inflazione è in calo in Germania: anno su anno siamo al +2,8% contro previsioni al +3,0% (e un dato precedente del 3,3%), mentre è in rialzo in Francia, anche rispetto alle aspettative, al 3,4% (contro il 3,1% dell’ultima lettura).
Sono prezzi che corrono, ma a velocità assai diverse e con problemi che ormai riguardano, evidentemente, anche la crescita.
A dicembre aumento dei tassi?
Con questi numeri, e anche se in Germania le cose vanno diversamente, sarà assai difficile dare ragione a chi vorrebbe aspettare ancora. Il tutto, con il rischio che la già fiacca crescita economica venga compressa.
Sul tema inflazione è intervenuto anche il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha affermato secondo quanto riporta ANSA:
Purtroppo l’impatto delle guerre sulle materie prime energetiche è qualcosa che giustamente preoccupa. Noi abbiamo portato, in tutte le sedi internazionali, in Europa, le nostre preoccupazioni. Quello che si vede è, ahimè, una drammatica conseguenza.
Questo l’intervento del Ministro alla Giornata del Risparmio. Giornata che – nella giornata di questi terribili dati – ha un sapore assai amaro.
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