Apollo: Fed dovrà aumentare i tassi di 275 punti base se vuole tornare al 2% di inflazione. Modello shock per l'economia
Ai mercati serve una scossa importante, che non hanno ancora prezzato. Parla società leader settore private credit.
13:17 • Pubblicato 02/11/2026
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Arriva l’ultimo aggiornamento da Apollo Management Global ed è, come gli ultimi in verità, piuttosto inquietante. Potremmo essere ancora molto lontani dal 2% di inflazione target e per raggiungerla servirebbero aumenti dei tassi molto più importanti di quelli anticipati dai mercati. Mercati che sarebbero, ça va sans dire, in errore su praticamente tutto. A parlare è Torsten Slok – chief economist di Apollo – che invita tutti a ragionare su un grafico oggettivamente… interessante.
Servirebbe, ricorrendo al modello macro utilizzato da Apollo, aumentare ancora i tassi di 275 punti base, ovvero del 2,75%. Tutto questo mentre i mercati prezzano, da qui al 2027, soltanto aumenti modesti dello 0,50%. Sempre secondo Apollo, anche in caso di aumenti aggressivi come quelli che propone il modello, non si raggiungerebbe l’inflazione al 2% prima della seconda metà del 2027.
Il modello che ora fa paura
Un modello macroeconomico basato sulla correlazione tra tassi di interesse, PIL e inflazione suggerisce che Fed dovrebbe aumentare i tassi di riferimento di circa 275 punti base, dal 4% attuale fino al 6,75% entro la fine del 2027 per portare l’inflazione al 2%. Il target non sarebbe comunque raggiunto prima di metà 2027, anche con questi aumenti aggressivi.
A scrivere è Apollo Global Management, uno dei gruppi più importanti del mercato su scala globale, attivo in particolare nel comparto degli investimenti alternativi come private equity, credito privato, immobili e infrastrutture.

Il gruppo che parla ha un patrimonio gestito superiore a 1.000 miliardi, dei quali 850 in attività creditizie. Oltre ad avere interessi diretti nelle evoluzioni della politica monetaria importanti, ha anche un punto di vista privilegiato rispetto all’investitore medio.
È possibile un percorso del genere?
Probabilmente non è possibile a livello politico. Difficile immaginarsi una Fed così aggressiva nell’aumento dei tassi. L’analisi di Apollo sottolinea più altro: i mercati credono che la politica monetaria attuale sia sufficientemente restrittiva o che comunque abbia bisogno di minimi aggiustamenti (con un paio di rialzi dei tassi) per tornare al 2% di inflazione che è poi il target di Fed.
Se il modello macroeconomico fotografato nel grafico diffuso da Apollo dovesse avere ragione, non accadrà. E dovremo aspettarci o una fase di tassi molto elevati e che vengono aumentati in modo aggressivo, oppure la convivenza con livelli di inflazione che rimarranno alti.
Tra i due, sarà probabilmente Fed a decidere il male minore. La cosa potrebbe impattare enormemente anche sul ciclo di mercato dell’oro, che sta soffrendo in termini di prezzo e a cascata anche sul settore estrattivo. Chissà se poi la cosa impatterà anche su Bitcoin, che in tanti ritengono essere un buono strumento per tutelarsi dall’inflazione.
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