Midterm USA: sconfitta schiacciante per i repubblicani. I candidati crypto sono andati così
È disfatta totale per Trump, un po' meno per i candidati ritenuti vicini al mondo crypto. Ecco cos'è successo.
08:47 • Pubblicato 04/11/2026
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È stata una vittoria schiacciante dei Democratici, che mentre ci sono ancora 5 seggi da assegnare al Senato e più di 100 per la House, hanno già conquistato i numeri sufficienti per la maggioranza. Il Texas cambia colore, anche se non è stato l’unico risultato sconvolgente di questa tornata elettorale. Bitcoin scende a 76.000$ salvo poi recuperare, temendo un clima più ostile per quanto riguarda la regolamentazione del mondo crypto negli States.
Sarà controllo totale del Congresso da parte del Partito Democratico, con una blue wave che è stata forse ancora più forte delle aspettative che erano già stellari in termini di risultati per quella che è l’opposizione a Donald Trump, che nel frattempo ha già accettato la sconfitta: “Collaborerò con i Democratici”.
Le prime reazioni dei mercati
La prima reazione dei mercati ha visto BTC78.040 $▲ +1,71% correggere toccando anche prezzi sotto i 76.000$, salvo poi recuperare piuttosto rapidamente, con il prezzo che, nel momento in cui scriviamo. A essere interessante però non sarà per ora il prezzo. Con una vittoria così ampia dei democratici ci si può aspettare un concreto cambio di direzione per quanto riguarda la regolamentazione del mondo crypto – almeno per la parte che doveva essere regolamentata dal CLARITY Act, che i repubblicani non sono riusciti a portare a casa prima della tornata elettorale.
Ted Fusaro, Bitwise, aveva anticipato questo risultato: permarrà la volontà di regolamentare i mercati delle criptovalute, dato che esiste un fronte bipartisan che concorda su questa necessità. Tuttavia, cambieranno con ogni probabilità gli atteggiamenti, con una maggiore attenzione per la protezione dei consumatori e per il conflitto di interessi. Niente comunque di inaspettato, come dimostra la reazione attutita anche da parte di TRUMP, il token omonimo del presidente degli Stati Uniti, che perde soltanto il 3,2% nel momento in cui scriviamo, sulle 24 ore.
- Si tornerà alla carica con un CLARITY Act più restrittivo
È questo il risultato più probabile per il quale dovranno prepararsi i gestori di protocolli, di exchange di criptovalute e più in generale di progetti legati al mondo delle criptovalute. Per il momento non vi è motivo di pensare a una stretta concreta, tenendo anche conto del fatto che – al Senato – si dovrà cercare comunque una soluzione bipartisan, dato che ai democratici mancheranno comunque dei voti per arrivare ai 60 necessari per far passare la legge.
Fallimento anche per il candidato più sponsorizzato dal mondo crypto
I principali PAC (i comitati elettorali che raccolgono finanziamenti) legati al mondo crypto come Fairshake avevano puntato fortemente su Jon Husted nella corsa contro il democratico Sherrod Brown. Quest’ultimo ha invece stravinto, staccando di oltre 3% percentuali il candidato sostenuto dalle lobby crypto. Solo su questa elezione sono stati spesi più di 30 milioni di dollari inizialmente, poi aumentati nel corso della campagna.
Vince però Talarico in Texas, ritenuto storicamente vicino al mondo crypto, così come vince Chris Pappas in New Hampshire, anche questo sostenuto da Stand With Crypto. Vince anche Andy Barr, così come viene rieletta Harriet Hageman. Sconfitto invece John Deaton, in un Massachusetts che è pressoché impossibile da contendere al Partito Democratico.
Viene rieletto Ed Markey che si era dimostrato contrario sia al GENIUS Act, sia al CLARITY Act.
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