Siamo su:

Yahoo FinanceMilano FinanzaAffari italianiAdnkronosilSole24 oreIl Tempo.itAskanews

Home / Paraguay e Bitcoin? Forse, ma non è come ve l’hanno raccontata!

Paraguay e Bitcoin? Forse, ma non è come ve l’hanno raccontata!

Il Paraguay sarà il secondo paese del mondo ad accettare Bitcoin come valuta legale? Questa è la notizia che sta circolando su Twitter e che è stata ripresa anche da alcune grandi testate, come se si trattasse di una novità.

In realtà c’è da fare un po’ di chiarezza su questo evento, che è in realtà ancora in divenire e che dovrà attraversare tutto il lungo iter parlamentare, partendo da un partito che ha, per il momento, soltanto 2 seggi.

Paraguay legge Bitcoin - fake news scoperta da Criptovaluta.it
C’è una legge, è vero. Ma non è stata ancora approvata (e difficilmente passerà)

Bisogna essere entusiasti? Si tratta sicuramente di un ottimo segnale – anche per motivi specifici che andremo ad analizzare più avanti. Ma è comunque una news ormai vecchia, che Criptovaluta.it aveva debitamente raccontato quando ancora fresca.

Cosa c’è di vero? Cosa c’è di falso? Perché in tanti hanno abboccato? Quando si tratta di Bitcoin, ci dispiace sottolinearlo ancora una volta, meglio rivolgersi a testate e a hub informativi che seguono da vicino tutto quello che succede – e che possono offrire chiavi di lettura chiare e reali.

Sì, il Paraguay discuterà un disegno di legge

Questo è quanto di vero, alla base, c’è nella notizia che sta già circolando su diverse testate. A proporre la legge, come avevamo già detto, sarà il deputato paraguaiano Carlitos Rejala, appassionato di BTC e che vorrebbe seguire la scia di El Salvador, il primo paese al mondo ad aver adottato Bitcoin come valuta legale.

Dopo questo piccolo nucleo di verità, incontriamo però letture fantasiose dell’evento, che non tengono purtroppo conto di quanto effettivamente c’è sul banco. E che in molti sono corsi a cancellare.

  • Il partito di Rejala ha solo due parlamentari

Un numero piuttosto esiguo e una base di partenza molto debole per aspettarsi una pronta approvazione della legge. Legge che verrà sicuramente discussa nel parlamento paraguaiano, ma che al tempo stesso avrà davanti a sé un cammino molto difficile. Non è ancora chiaro, nel momento in cui scriviamo, quali siano gli equilibri riguardo questa legge all’interno dell’organo legislativo del Paraguay.

  • No, non è affatto certo che il Paraguay diventi il secondo paese ad accettare Bitcoin come valuta legale

Perché, come abbiamo già detto, in realtà chi propone la legge è in netta minoranza all’interno dell’organo legislativo del Paraguay – e almeno per il momento non è chiaro se sia riuscito a creare una coalizione sufficientemente ampia per sostenere la legge. Secondo alcuni account Twitter che seguono da vicino la politica paraguaiana, per il momento sarebbe estremamente difficile vedere la legge approvata.

Dobbiamo rinunciare al sogno di altri paesi con Bitcoin come valuta avente corso legale?

Assolutamente no – e non siamo neanche certi del fatto che gli equilibri che si sono disegnati adesso non possano cambiare. Il Paraguay si trova inoltre in una situazione molto diversa da quella di El Salvador. Non si tratta di una valuta dollarizzata e, benché molto debole, può essere gestita da una banca centrale funzionale.

La necessità di liberarsi in parte dal Dollaro USA è, almeno per il momento, non esistente nel paese. Così come sembrerebbe essere molto bassa la sensibilità dei parlamentari verso questo tipo di tecnologie.

Qualcuno, su testate blasonate ma che poco sanno del mondo di Bitcoin, ha avanzato l’ipotesi che il Paraguay, che ha molta energia idroelettrica (che esporta ai paesi limitrofi) potrebbe diventare un hub interessante per i miner, che in fuga dalla Cina stanno cercando di rilocalizzarsi. Anche qui però siamo nel regno del forse e del wishful thinking, piuttosto che davanti ad un progetto serio e articolato come quello di El Salvador.

  • Una piccola nota sui nostri colleghi

Diverse testate che avevano rilanciato, anche via Twitter, la notizia sono poi corse a cancellare il tutto. È un comportamento che non sposiamo – e sebbene tutti possano prendere un abbaglio, sarebbe più corretto spiegare ai propri lettori il processo che ha causato l’errore – e poi scusarsi. Per molti però è più comodo cancellare – senza scusarsi prima per non aver verificato una notizia in parte vera (ma per quella porzione ormai datata) e in parte creata ad arte per ottenere qualche click.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

2 commenti

  1. freddie danish

    Un piccolo sincero applauso per la chiusura dell’articolo

    • Grazie mille di cuore. Noi ci mettiamo sempre la faccia, siamo felici quando ci prendiamo… e ci mettiamo ancor di più la faccia se facciamo un errore, chiedendo pubblica ammenda. Questo è il printing editoriale di criptovaluta.it, quindi la postilla finale era davvero dovuta, e siamo doppiamente felici che i nostri lettori abbiano un occhio critico obiettivo, e sappiano sempre riconoscere il giusto dal meno giusto. Grazie di cuore per il tuo commento, davvero molto apprezzato.

      Con estrema sincerità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *