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JP Morgan: ok ai fondi Bitcoin e cripto per i clienti più ricchi!

A poche ore dall’ammissione del grande interesse dei propri clienti per Bitcoin, il gruppo bancario americano JP Morgan apre accesso ai fondi di Grayscale e di Osprey ai propri clienti più facoltosi.

Una svolta che non riguarda soltanto Bitcoin, ma anche EthereumEthereum Classic e tutte le altre criptovalute che sono incluse nei prodotti finanziari di questi due gruppi, che faranno da veicolo per tutti i clienti di JP Morgan che desidereranno avere accesso al mondo cripto.

Fondi BTC e Crypto per I clienti JP Morgan
JP Morgan apre per i clienti accesso a Greyscale e Osprey

Una notizia bullish per il mercato delle criptovalute, in particolare per coin e token coinvolti nell’operazione. Possiamo trovarli tutti da eToro (qui per ottenere un conto virtuale gratuito), che li offre sia in soluzione singola, sia all’interno di CopyPortofolios articolati. Con la possibilità aggiuntiva di utilizzare il CopyTrading, per copiare gli utenti con i migliori risultati sulle cripto (oppure per spiare nelle loro posizioni e portafogli).

JP Morgan approva gli acquisti: i suoi promotori potranno offrire criptovalute

O meglio, potranno acquistare per conto dei clienti prodotti emessi da Grayscale, che tutti abbiamo imparato a conoscere su queste pagine e Osprey, che propone prodotti su Bitcoin, ma anche su Polkadot e Algorand. Nel complesso saranno accessibili ai clienti di JP Morgan, per mezzo dei consulenti finanziari di questa società, tutte le criptovalute a più alta capitalizzazione, o del mondo della finanza decentralizzata.

Si partirà con clienti selezionati (principalmente per reddito e per propensione al rischio), per una possibilità di investimento che potrebbe poi successivamente estendere anche alle altre categorie di clienti. L’ordine, che è circolato soltanto nella notte sulle principali testate americane, sarebbe attivo dal 19 luglio e potrebbe pertanto iniziare presto a produrre i suoi effetti.

  • Ancora lontani però dall’acquisto diretto

Siamo però ancora lontani – e quella sarebbe la svolta – dalla possibilità per i clienti di JP Morgan di acquistare direttamente criptovalute, modalità di acquisto sulla quale già diversi gruppi bancari, anche di una certa importanza, si stanno muovendo – con diverse banche all digital che si stanno muovendo nella stessa direzione, come sta facendo anche la banca tedesca N26, ma in collaborazione con gli exchange.

Un acquisto a metà, ma che è comunque importante

Certo, permettere direttamente l’acquisto di Bitcoin o di altre criptovalute sarebbe stata una mossa decisamente più importante per tutto il comparto. Tuttavia non è così che le cose funzionano a quei livelli. JP Morgan fa da gestore di capitale per clienti che necessitano di strumenti finanziari evoluti e la cui esposizione verso determinati mercati è sempre regolata da questo tipo di intermediazione.

  • I limiti per i consulenti finanziari di JP Morgan

Ci saranno inoltre altri tipi di restrizioni per i consulenti finanziari di JP Morgan: non potranno sollecitare questo tipo di investimento, ma permetterlo soltanto dietro richiesta del cliente. Cosa che dovrebbe cambiare relativamente poco, perché come affermato dalla stessa banca ieri la domanda per Bitcoin e per altre criptovalute è alle stelle.

Un livello di domanda che ha contribuito a questa mossa, in realtà inaspettata, da parte del più grande gruppo americano per la gestione del capitale. La stessa strada che soltanto qualche mese fa era stata presa da un altro grande gruppo, Goldman Sachs.

Cosa significa per il mondo delle criptovalute e per Bitcoin?

Significa la consacrazione definitiva come asset di investimento, sebbene collocato (a nostro avviso correttamente) nella categoria degli strumenti ad altissimo rischio. Significherà anche possibilità di accesso al mercato, per quanto in modo indiretto, per clienti di JPM con capitali importanti, che anche con un’allocazione percentuale bassa, potrebbero comunque muovere cifre alte sul mercato.

Tutto questo nell’estate dopo la grande correzione che ha portato Bitcoin alla metà del suo valore storico massimo, un momento che in molti avrebbero anticipato come di grande paura per gli investitori e i risparmiatori. Invece la domanda di Bitcoin ne esce praticamente intatta – segno della grandissima forza del comparto. Una domanda che servirà a spingere in alto il comparto e a recuperare il terreno perso da metà maggio ad oggi.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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