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Tether
Analisti sempre più scettici sulla sostenibilità di Tether

Tether, la società criptovalutaria si separa dai suoi auditor

Non è certamente la criptovaluta più in vista del mondo, ma quanto accaduto a Tether nel mese di novembre 2017 aveva comunque assorbito grande attenzione nei media finanziari. All’epoca, infatti, la società criptovalutaria fu colpita da un attacco hacker che produsse un danno da 31 milioni di dollari, aprendo diversi margini di interpretazione e di scetticismo sulla sicurezza.

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Analisti sempre più scettici sulla sostenibilità di Tether

Ebbene, secondo quanto rivela ora CoinDesk, Tether avrebbe affermato in una dichiarazione di poche ore fa che il suo rapporto con gli advisor di Friedman LLP si è sciolto. “Tenuto conto delle procedure dettagliate (definite ‘strazianti’, ndr) che Friedman stava intraprendendo per il bilancio relativamente semplice di Tether, è apparso chiaro che un giudizio di auditing sarebbe stato irraggiungibile in tempi ragionevoli” – ha dichiarato Tether nella sua dichiarazione.

Immediate sono state le prese di posizione degli analisti, che sollevano forti dubbi sulla sostenibilità di questo progetto, e lamentano il fatto che la fine del processo di auditing potrebbe celare qualche criticità.

Ricordiamo che Tether qualche tempo ha creato una criptovaluta chiamata USDT, ancorata al dollaro. Pensata per funzionare come una “stablecoin”, ovvero una criptovaluta che dovrebbe permetterci di evitare la volatilità tipica dei bitcoin, ma di avere comunque l’operabilità di una valuta virtuale (cioè di essere in grado di inviare denaro a wallet e exchange), il progetto è stato duramente colpito a novembre, con un attacco hacker da 31 milioni di dollari che sollevò numerose  critiche.

Per approfondimenti: Guida ai wallet

In particolar modo, alcuni osservatori lamentavano il fatto che Tether, strettamente collegato all’exchange di criptovalute Bitfinex, stesse affrontando problemi più profondi di quanto apparisse in proposito della sua solvibilità. La stampa sollevò anche alcune domande sulla gestione della sua criptovaluta. L’agenzia Bloomberg arrivò anche a scrivere, in tempi più recenti, che “tra i tanti misteri del mercato della criptovaluta ci sono anche 814 milioni di dollari di un token digitale conosciuto come Tether. Esistono davvero?”. In quell’occasione, Bloomberg sospettò che in realtà la compagnia non avesse sufficienti riserve in dollari per poter sostenere la criptovaluta.

È anche vero che Tether ha prontamente definito questa critica come “disinformata e infondata”, e ha poi promesso che l’auditing di Friedman LLP avrebbe risolto ogni dubbio, sgombrando il campo da incertezze e “misteri”. Tuttavia, già a dicembre Tether scrisse di “comprendere che il pubblico attenda con ansia il completamento di questo processo di auditing, che però non può essere affrettato. Non siamo l’unico cliente di Friedman”.

Quindi, qualche giorno fa, il nuovo passo indietro: nelle sue dichiarazioni a CoinDesk viene infatti affermato che “poiché Tether è la prima azienda a subire questo processo e a perseguire questo livello di trasparenza, non esiste alcun precedente che guidi il processo né alcun benchmark su cui misurare il suo successo”. Business Insider ha contattato Tether per ottenere chiarimenti sulla separazione da Friedman LLP e sulla possibile nomina di un nuovo auditor, ma per il momento non ci sono stati feedback…

Per approfondimenti: Guida agli Exchange

About Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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