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IOTA introduce smart contract e EVM | Piena compatibilità con Ethereum

Ottime nuove quelle che arrivano dall’universo di IOTA Miota, progetto che qualche anno fa era nato avendo come obiettivo principale il mondo degli IoT e che ora sta facendo di tutti per imporsi anche come protocollo della finanza decentralizzata.

Meno di 24 ore fa il gruppo che controlla il protocollo, la IOTA Foundation – ha lanciato un test in beta che permette l’interoperabilità con la Ethereum Virtual Machine, aggiungendo così la compatibilità con lo standard ERC 20. Con una sorpresa per quanto riguarda l’esecuzione degli smart contract.

Rivoluzione in casa IOTA – la nostra analisi

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Smart contract a zero commissioni? IOTA punta alla conquista del settore DeFi

Tra Sharding e compatibilità con il network di Ethereum si può facilmente intuire quella che sarà la traiettoria di IOTA per il prossimo futuro. Un assalto al mondo della finanza decentralizzata, oggi dominata da $ETH, con qualche timido concorrente che inizia ad affacciarsi sul mercato.

IOTA vuole essere della partita, e sfruttando prima il suo sharding, poi il ponte verso la EVM offrirebbe agli sviluppatori un framework dove sviluppare smart contract ad esecuzione rapidissima e con libertà assoluta di impostare le fee per l’esecuzione dei propri contratti – questione che dovrebbe rapidamente far scendere le commissioni che devono essere pagate sul network.

Il network di IOTA è storicamente – se questo aggiornamento dovesse poi andare in porto anche sulla mainnet – il primo network che permetterà l’esecuzione di smart contract a zero fee – una rivoluzione potenzialmente enorme per il mondo della finanza decentralizzata – che assume dimensioni ancora più importanti proprio grazie all’interoperabilità raggiunta con Ethereum.

Le implicazioni per IOTA e per il futuro del suo protocollo

Questo ennesimo aggiornamento del network di IOTA segnala il passaggio definitivo di un network nato con obiettivi specifici e precisi ad una visione più generalista e in termini di infrastruttura sulla quale costruire il mondo del futuro.

Certo, IoT rimarrà uno dei focus del protocollo – ma con questa ulteriore integrazione la trasformazione in blockchain standard sembrerebbe essere, una volta per tutte, definitiva. Manca ancora l’ok per il passaggio alla mainnet, dato che la fase di test si è aperta da poco più di 24 ore. Ci vorrà del tempo – anche se tutto lascia pensare che non ci saranno intoppi nel passaggio verso la prossima versione del network.

Tutto questo mentre il CEO della IOTA Foundation ci ricorda come in realtà IOTA sia già da tempo centrale nel collegamento tra imprese, governi e mondo della blockchain.

Crediamo che la vastissima collaborazione che abbiamo con governi, enti istituzionali e anche start up derivi proprio dal fatto che IOTA non ha commissioni. Le commissioni sono un peso importante – in particolare quando sono volatili – sui business model. E sono l’opposto di un volano economico.

Tutto questo mentre Ethereum, lo ricordiamo ai nostri lettori, si sta muovendo proprio in questo senso. Ovvero passando da PoW a PoS proprio per abbassare le commissioni (oggi piuttosto alte) richieste per registrare le transazioni sul suo network.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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