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Qualche progetto criptovalutario piuttosto strano ma... vero!

Qualche criptovaluta strana ma… vera!

Come abbiamo più volte ripetuto nel corso degli ultimi mesi, il numero delle criptovalute in circolazione è esploso fino a raggiungere e superare quota 1.500 unità. E sebbene siano ben inferiori coloro che possono vantare una discreta capitalizzazione, è anche vero che nel vasto oceano di monete digitali, che si sta espandendo ogni giorno sempre di più, ci sono alcune “creature” davvero bizzarre.

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Qualche progetto criptovalutario piuttosto strano ma… vero!

Insomma, oltre a Bitcoin, Ether, Litecoin, Bitcoin Cash & co., ci sono decine di altre criptovalute che forse sarebbe il caso di conoscere… per lo meno per la loro curiosità.

Si scopre in tal modo che, come intuibile, ogni criptovaluta ha il suo scopo dichiarato o il suo obiettivo fondativo, e che alcune di esse sono state per gioco: è il caso di Dogecoin, sorta quasi come uno scherzo nei confronti dello stesso settore, ma che ha potuto comunque vantare in breve tempo il superamento di una capitalizzazione di ben 2 miliardi di dollari.

Molte di queste non hanno avuto gli stessi intenti bonari. All’inizio di questo mese è stata scoperta una truffa ai danni di Prodeum, un progetto che invitava le persone ad acquistare gettoni (pare abbia raccolto circa 50.000 dollari) tranne poi lasciare in eredità una sola pagina web su cui compariva una sola parola: “pene”.

Tra le criptovalute più curiose troviamo anche la Trumpcoin, nata a febbraio 2016 come veicolo di donazione con 200.000 token messi a disposizione per la campagna presidenziale. Ad ogni modo, non ha alcun collegamento ufficiale con Donald Trump, Trump ha mai riconosciuto la sua esistenza. Ora che Trump è presidente, Trumpcoin mira a sostenere “la sua lotta contro le notizie false e la corruzione” (non è chiaro, in che modo). L’offerta della moneta aumenta ad un tasso fisso del 2% ogni anno e il suo valore ha raggiunto il picco a gennaio a 84 centesimi per gettone e una capitalizzazione di mercato di 5,5 milioni di dollari. Come molte altcoin, non si possono acquistare direttamente, ma solamente in cambio di Bitcoin e altre criptovalute principali.

Il caso più emblematico delle criptovalute bizzarre (ma di successo) è tuttavia Dogecoin. Nel 2013 due sviluppatori IBM, Billy Markus e Jackson Palmer, la crearono come una sorta di scherzo, una parodia di altre criptovalute (“Doge” si riferisce a un famoso meme di internet, con un cane Shiba Inu).

Palmer ha dichiarato all’inizio del 2017 che non c’è più uno “sviluppo attivo” di Dogecoin e ha affermato che presto la rete “si calmerà”, in relazione a questo progetto. In realtà, però, nel 2017 il prezzo di Dogecoin è esploso, e nella prima settimana del 2018 la sua capitalizzazione di mercato ha toccato 2 miliardi di dollari.

About Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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