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Thailandia punta sulle criptovalute | “Necessarie per i turisti russi”

Le sanzioni contro i cittadini russi, che hanno indirettamente portato VISA e Mastercard ad impedire agli stessi di usare le proprie carte all’estero, stanno fornendo un importante assist al mondo delle criptovalute.

E il primo paese a muoversi in questo senso sarebbe la Thailandia, che attraverso una delle sue autorità locali per la promozione del turismo potrebbe in via sperimentale cominciare ad accettare criptovalute per offrire un metodo di pagamento ai turisti russi.

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A Phuket potrebbe esserci il primo esperimento cripto per i turisti russi

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La Thailandia verso le cripto per i clienti russi? Phuket ci pensa

Gli ingredienti di quella che sembrerebbe essere una spy story ce li abbiamo già tutti. VISA e Mastercard hanno comminato sanzioni pesanti a tutti i cittadini russi. Nel migliore dei casi i cittadini di Mosca possono continuare ad utilizzare le loro carte soltanto entro i confini russi, cosa che crea non pochi problemi in particolare a chi viaggia, per turismo o per lavoro.

Una situazione che, avevamo anticipato, avrebbe servito su un piatto d’argento alle attività commerciali che hanno rapporti con la Russia l’opzione Bitcoin e cripto. No, non a livello nazionale, perché la Russia ha deciso di optare per sistemi cinesi ma a livello anche e soprattutto di piccolo commercio.

In questa situazione si inserisce la decisione dell’Associazione del turismo di Phuket, luogo incantevole in Thailandia, che in collaborazione con Bank of Thailand sta valutando la possibilità di introdurre le criptovalute come mezzo di pagamento per i turisti russi.

Una soluzione che permetterebbe ai cittadini russi di continuare a visitare il paese senza trascinarsi dietro enormi quantità di contante. Cosa che sarebbe valida già per i turisti (oltre 3.000) russi che si trovano nel paese.

Un autogol del sistema bancario classico?

Sicuramente le sanzioni stanno creando difficoltà anche al cerchio magico che circonda Vladimir Putin. Ma questo ha finito per ripercuotersi anche sui comuni cittadini russi, così come sui paesi che li ospitano come turisti.

Paesi che potrebbero trovare nelle criptovalute un appoggio infrastrutturale importante, che gli permetterebbe di non sospendere le loro attività con i turisti russi. Un problema che presto si porrà anche in Italia (altro paese molto apprezzato dai turisti russi), così come in Turchia.

Una situazione che è un autogol per il sistema finanziario classico? Lo sospettiamo da tempo, perché da che mondo è mondo gli uomini trovano sempre un modo di effettuare transazioni tra di loro. E quando si chiude un canale, la spinta a cercarne un altro è sempre molto elevata. E questa volta, ad approfittarne, non sarà soltanto UnionPay, ma anche il mondo cripto. Assolutamente bullish.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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