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Jerome Powell punta a +50 bps | Analisi Bitcoin e del mercato crypto

Parla Powell, giù i mercati. Una storia che abbiamo visto ripetersi più e più volte nel corso degli ultimi mesi, con il capo della Federal Reserve che incarna ormai il terrore per chi opera non solo sulle cripto, ma anche sugli altri mercati finanziari.

Non è però direttamente (almeno adesso), colpa del caro Powell se ad ogni minima frase che pronuncia in pubblico i mercati decidono di battere in ritirata. E, aggiungiamo un’opinione controcorrente, non è poi così negativo il fatto che ci sia stata una breve ritirata, di proporzioni comunque a nostro avviso ridotte.

BItcoin Powell inflazione e tassi
Bitcoin, Powell ed inflazione: cosa sta accadendo sui mercati?

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Inflazione: 50 bps sembrano essere la realtà più concreta, o forse no

Ieri i mercati hanno vissuto un equivoco importante, o meglio, a nostro avviso lo hanno vissuto gli analisti cripto che non hanno grande dimestichezza con il comportamento dei mercati rispetto alle aspettative. È diventato certo ieri che per maggio o addirittura per giugno, per la prossima riunione del FOMC, saranno sul tavolo aumenti dei tassi di interesse di 50 punti base, ovvero dello 0,50%. Qualcosa che almeno a nostro avviso i mercati avevano ampiamente scontato.

Ci sono state, almeno a nostro avviso, altre considerazioni che hanno aiutato i mercati scaricare il grosso dei titoli ad alto rischio – e dunque anche Bitcoin e di conseguenza il resto del mercato delle criptovalute.

  • Inflazione al picco, o forse no

Powell ha prima lasciato intendere che il consenso all’interno di Fed è su un picco di inflazione a marzo – e che dunque ci saremmo già lasciati alle spalle. Poi però, in uno stile comunicativo relativamente schizofrenico al quale ci ha già abituato, ha confermato che in realtà non è ancora chiaro se sia questo o meno.

  • “Useremo tutti i nostri strumenti per riportare l’inflazione al 2%

Ed è una mossa decisionista da parte di Fed, alla quale però, almeno a nostro avviso, si fa sempre più fatica a credere. Il balance sheet è ancora completamente fuori controllo così come lo è l’inflazione. E i 50 bps che sono stati indicati come possibili non hanno proprio l’aspetto di una cura da cavallo.

Qui abbiamo già parlato degli effetti dell’inflazione sul mondo cripto, effetti che sono in larga parte dovuti alle reazioni da parte delle principali banche centrali.

Quanto c’è da essere preoccupati?

A nostro avviso poco, dato che il worst case scenario, ovvero il peggior scenario possibile è di 0,50$ a maggio o giugno. Una situazione in realtà molto soft, nonostante una reazione relativamente scomposta ieri da parte dei mercati che avrà fatto tremare in particolare i deboli di cuore.

A nostro avviso, data la particolare congiuntura economica, dove ad una forte inflazione non corrisponde una crescita economica sostenuta, lo spazio entro il quale riuscirà a muoversi Powell non è esattamente ampio. E dunque ci sarà una crescita dei tassi fino a poco oltre il 2% – o almeno è questo quello che i mercati si aspettano – spalmati su più mesi.

Un intervento forse troppo soft per riportare l’inflazione al 2%. Ma ormai dalle banche centrali, un po’ come fanno i bambini, pare che aspettino che il tempo sistemi le cose senza che nessuno abbia il coraggio di comportarsi da adulto. La buona notizia per bitcoiners e per appassionati di cripto è che con asset così solidi in portafoglio potremmo uscirne meglio di chi invece ha ancora esposizioni importanti verso la finanza tradizionale.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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