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De Beers lancia Tracr a livello globale | La blockchain per i diamanti

De Beers, il primo gruppo al mondo del settore dei diamanti, ha lanciato il suo progetto su blockchain privato, in uno sforzo che possiamo considerare come molto importante per il settore tanto delle chain, quanto della tracciabilità dei prodotti che vengono immessi in commercio.

Si chiama Tacr, ha delle particolarità tecnologiche interessanti e segnala, a nostro avviso, anche quali potranno essere le eventuali evoluzioni del settore per quanto riguarda i grandi gruppi privati, che talvolta invece di appoggiarsi a tecnologie già esistenti preferiscono sviluppare le proprie.

Diamanti DeBeers Blockchain - analisi
De Beers lancia Tracr, sistema di tracciamento su chain dei diamanti

Con un buon segnale anche per quanto riguarda le chain non direttamente coinvolte ma che offrono proprio infrastrutture di tracciabilità per i prodotti. Come ad esempio VeChain, che possiamo trovare anche sulla piattaforma sicura Capital.comvai qui per ottenere un conto di prova gratuito con capitale virtuale SENZA LIMITI – conto che ci permette di investire su 476+ cripto comprese appunto quelle di grande prospettiva come VeChain.

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De Beers lancia Tracr: blockchain per la tracciabilità totale dei suoi diamanti

Un’applicazione della blockchain sicuramente particolare, che opererà però in un settore dove forse è più necessaria che altrove. Parliamo infatti del complicato mondo dei diamanti, dove di problemi di tracciabilità se ne sono sempre avuti e dove questo tema si incrocia con l’originalità delle pietre e anche con questioni di carattere ambientale e umanitario.

Un settore da tempo sotto scrutinio da parte anche di diverse organizzazioni internazionali, con De Beers che, in qualità di semi-monopolista, è stato ovviamente il maggior bersaglio delle critiche. De Beers che però prova a superare questo tipo di ostacoli all’interno del mondo delle blockchain, in una delle applicazioni più classiche di questa tecnologia, ovvero per la tracciabilità dei prodotti. Si chiama Tracr e avrà diversi livelli di permessi e di privacy e permetterà ai clienti di seguire la pietra che avranno acquistato dall’estrazione fino alla vendita in gioielleria.

De Beers scopre diamanti con i suoi partner in Botswana, Canada, Sud Africa e Namibia e grazie all’investimento di lungo periodo in Tracr siamo orgogliosi di offrire una tracciabilità immutabile alla nostra industria su larga scala. Tracr, che permetterà di consultare le informazioni sulla provenienza dei diamanti fino al negozio, migliorerà la fiducia nel settore dei diamanti naturali e sarà il primo passo della trasformazione tecnologica dell’industria, nonché dimostrazione di quanto può fare la nostra società per dare maggiori informazioni ai clienti.

Questo il commento del CEO del gruppo, Bruce Cleaver, proprio in occasione del lancio su vasta scala del progetto, destinato a rivoluzionare il modo in cui appunto i clienti si rapportano con l’industria dei diamanti.

Curiosa la soluzione tecnologica

Piuttosto curioso il fatto che De Beers abbia deciso di muoversi all’interno di un settore per lei sconosciuto e al di fuori delle proprie competenze senza appoggiarsi alle pur tante realtà aziendali che offrono soluzioni di questo tipo.

Una situazione simile a quanto avevamo già visto con Prada, LVHM e Cartier per la moda, anch’essi con la propria blockchain senza voler fare affidamento a tecnologie già sviluppate e solide. Una scelta che denota come, nonostante i proclami di trasparenza e orizzontalità, brand di questo livello abbiano ancora la necessità assoluta di controllare le infrastrutture informative che li circondano.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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