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In Corea del Sud comitato “anti-cripto” | La scusa? Il botto di Terra Luna

Lo sospettavano, anzi lo temevano un po’ tutti. Parliamo dell’arrivo di leggi restrittive, di comitati statali e di altro tipo di ingerenze politiche nel mondo cripto, con la scusa del recente crack di Terra Luna. Dalle nostre parti, in Europa, dopo qualche dichiarazione di BCE, sembra che la cosa però si sia sgonfiata.

Non è così però in Corea del Sud, paese che per ovvi motivi è molto più vicino al mondo di Terra Luna, dove il governo starebbe per formare una sorta di commissione di inchiesta proprio per indagare sul collasso dell’ecosistema Luna.

Una notizia che avrebbe, in altri tempi, gettato nel panico i mercati. Oggi invece le preoccupazioni sono altre, e nonostante una sessione non esattamente al

top, tutto fila liscio. E potremo investire su questo relativamente tranquillo mercato con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito e con 100.000$ di CAPITALE DI PROVA – intermediario che ci propone accesso a tutte le migliori cripto del mondo.

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Nel giorno della nuova contrazione, la Corea vuole riorganizzare il settore

O meglio, per rassicurare i risparmiatori vorrebbe mettere in piedi un comitato/commissione in grado di individuare degli strumenti di protezione per gli stessi. Come se ovviamente non avessero contezza dei rischi insiti in quella Terra Luna che poi è esplosa, trascinandosi dietro il denaro di molti piccoli investitori.

Ma si sa, l’occasione rende l’uomo ladro, così come l’occasione permette al legislatore di mettere qualche norma qui e lì, con la quale potrà dichiarare di aver fatto il massimo, mentre avrà messo a punto nuovi strumenti di controllo. Strumenti di controllo che potrebbero essere pericolosi per lo sviluppo del settore, ma che al tempo stesso potrebbero renderlo comunque non molto più sicuro di quanto lo sia oggi. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa sta effettivamente succedendo dalle parti di Seul.

Piatto ricco per la politica, meno per gli investitori

L’antefatto lo conosciamo tutti: Terra Luna è implosa lasciando uno strascico di perdite enormi per chiunque aveva investito. Soluzione? Semplice: una commissione per gli asset digitali, una commissione di nuova creazione che sarà lanciata nel corso di giugno* e che avrà come obiettivo quello di mettere in piedi degli strumenti (legislativi) affinché questo non si ripeta più. Vaste Programme, direbbe un politico europeo di qualche tempo fa, ovvero Programma Ambizioso… con un tormentone che ha accompagnato sempre le dichiarazioni di piani impossibili.

Piani impossibili che sembrerebbero essere proprio quelli di Seul, con la Corea del Sud che sembrerebbe essere maggiormente orientata verso una risposta, purché si dia qualcosa in pasto all’opinione pubblica inferocita, che ad una seria analisi di quanto accaduto.

Perché diciamo questo? Perché portare le protezioni del mercato azionario – questo sarebbe il colpo di genio delle autorità coreane – non sarà in grado di contenere esplosioni in stile Terra Luna. E perché con ogni probabilità coloro i quali hanno un certo appetito per il rischio, finiranno comunque per transare come, dove e quando vogliono.

Ne avevamo parlato con politici di profilo anche noi…

Non per fare quelli che ve l’avevamo detto, avevamo comunque affrontato la questione in modo dettagliato con due parlamentari italiani in live sul nostro canale. Ovvero gli onorevoli Luca Carabetta e Davide Zanichelli, che ci erano sembrati entrambi concordi nel ritenere la legislazione di risposta come un pessimo modo per normare in ambito finanziario, in particolare se cripto.

E no, non era prima che avvenisse il crack di cui sopra. Chi vuole fare politica seriamente, si sia o meno d’accordo con le idee degli onorevoli, pensa, programma e poi interviene, senza farsi governare nella mente e nelle azioni dai cosiddetti cigni neri.

Evidentemente dalle parti di Seul non seguono le nostre dirette – ci mancherebbe – ma rimane il fatto che per una volta potremmo davvero avere qualche idea, in politica, da esportare. Perché se è vero che la questione Terra Luna sia della massima gravità, è altrettanto vero che rispondere ad ogni evento di questo tipo ci lascerà con leggi, leggine e decreti che renderanno il settore disomogeneo, spingeranno gli utenti verso gli intermediari extra legem e infine non offriranno nessun tipo di protezione ulteriore a chi ha bisogno di proteggersi.

Con una piccola postilla anche per chi ora, dopo aver perso quanto investito, piange affinché arrivino i buoni: i rischi vanno valutati prima e soprattutto messi in correlazione con i possibili ritorni. Ci sta perdere, ma con un buon piano non si finisce mai, o quasi, sul lastrico.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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