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Singapore: più regole per Bitcoin e crypto! | Presto stop alla leva

Anche Singapore, alla luce del recente crollo del mercato delle criptovalute, vorrebbe approfittarne per dare una stretta al settore, ovviamente in termini di regole. Qualcosa che abbiamo già visto in Europa o negli USA.

Ma cosa bolle in pentola a Singapore? E cosa c’è da sapere in uno dei paesi storicamente più ospitali per le start up legate al mondo delle criptovalute? È il caso di preoccuparsi o si tratta di normative che riguarderanno soltanto il mondo del trading e degli investimenti.

Una chiarezza ulteriore su ciò che si può e non si può fare (e magari una protezione per gli utenti) sarà più che benvenuta da parte anche degli investitori istituzionali, motivo per il quale in diversi ritengono che questa sia una buona notizia per il mercato cripto.

MAS interviene: “Proteggere gli utenti”

Parliamo della massima autorità di vigilanza sui mercati a Singapore, una sorta di omologa della nostra CONSOB, che successivamente al crollo di tutto il mercato ha collo la palla al balzo per fare la proverbiale voce grossa e cercare di imporre nuove norme al settore, in particolare per quanto riguarda il mercato e il trading.

L’idea di fondo, la stessa che abbiamo visto in Europa per il MiCA è quella di proteggere gli utenti dalle oscillazioni di mercato, dalle truffe e dai rischi. L’impianto prevederebbe quello che in realtà in Europa è già attivo da ben prima del MiCA: ovvero restrizioni principalmente alla leva finanziaria massima che può essere applicata dagli exchange e dagli intermediari che operano legalmente nel paese.

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Protezione o limitazione?

Una notizia che per molti sembrerà una boccata d’aria fresca, in un mercato che è crollato anche e soprattutto perché in moltissimi avevano una quantità di leva su posizioni ulteriormente a leva che ha innescato una serie di contagi e chiusure a catena. In linea di principio in molti saranno anche d’accordo, ma la verità è che chi vuole operare a leva sicuramente non ha bisogno di exchange o intermediari retail e può comodamente rivolgersi tanto al mondo dei grandi broker quanto a quello della DeFi.

La mossa sarà pertanto tesa a limitare l’accesso ai piccoli investitori, prevedendo con ogni probabilità altre restrizioni di diverso genere, simili a quelle per accedere al mercato dei derivati. Staremo a vedere se questo avrà effettivamente delle ripercussioni sui volumi scambiati a Singapore oppure se si tratterà dell’ennesima norma estetica per tranquillizzare l’opinione pubblica. Norme che tra le altre cose, per ovvi motivi, sono destinate a fallire in un mercato senza limiti e spesso senza la necessità di intermediari.

Il MAS di Singapore vuole una regolamentazione globale

I rilievi che abbiamo appena fatto sono in realtà in linea con quanto pensa anche il MAS di Singapore: il mercato delle cripto è impossibile da arginare o da regolare su base nazionale. E quindi lo stesso MAS si è speso richiedendo coordinamento da parte delle principali economie al fine di elaborare una piattaforma di regole comuni.

Cosa che a nostro avviso non avverrà, dato che si hanno già enormi difficoltà a coordinarsi in Europa – e che probabilmente rimarrà l’ennesima vox clamantis in deserto. Certo è che l’ennesima protezione per i poveri e indifesi piccoli investitori profuma, ancora una volta, di restrizioni ingiustificate alla libertà di investire come fanno i grandi fondi.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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