martedì , 27 Settembre 2022

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MICA LOBBYING

Stablecoin sul Dollaro a Rischio in Europa | Tutti contro il MiCa!

Qualcosa si muove tra i privati che operano nel settore cripto in Europa, e si muove contro il MiCA, che in un mix di regole cervellotiche nella sua attuale forma potrebbe rendere impossibile operare con stablecoin legati al dollaro se superiori ad una certa dimensione.

A muoversi fattivamente sono la Blockchain for Europe e la Digital Euro Association, non esattamente una congrega di anarcoidi, cosa che dovrebbe farci capire ancora una volta come di problemi per il MiCA ce ne siano tanti, anzi tantissimi, e che mentre non proteggeranno da alcunché i cittadini europei, renderanno molto difficile per loro operare come si fa in libertà in altre giurisdizioni.

Un buon segnale per tutto il comparto, che dimostra così una certa vitalità anche in termini di lobbying in Europa, continente storicamente più appiattivo verso leggi e intuizioni del potere pubblico. Possiamo investire con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con il TOP del TRADING a disposizione – intermediario che ci permette di investire su 75+ progetti cripto.

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Tutti contro il MiCA: questa volta bisogna difendere gli stablecoin sul dollaro

A raggiungere tramite una missiva resa pubblica il Concilio UE è la Blockchain For Europe and the Digital Euro, associazione di opinione e di lobbying alla quale partecipano diversi player del settore. E sul tavolo c’è una questione molto importante, dato che si discute di stablecoin legati al dollaro, stablecoin che se il MiCA dovesse essere introdotto in questi termini potrebbero essere de facto banditi dall’Europa.

Stablecoin USD
A rischio ci sono gli stable sul dollaro USA

I tre più importanti stablecoin per volumi di scambio rischiano di essere banditi dall’UE per il 2025, a causa di limiti quantitativi sull’emissione di token e-money che siano legati ad una valuta straniera.

Così si apre la lettera delle due associazioni, che aggiungono che in realtà i problemi sarebbero principalmente per l’UE, dato che una situazione di questo tipo avrebbe come principale conseguenza quella di spingere molte attività cripto al di fuori dei confini europei.

Restringere l’utilizzo [di questi token, NDR] all’interno dei confini europei causerebbe danni enormi ai mercati cripto in questa area, con effetti destabilizzanti e una grande fuga di capitali verso l’esterno dell’UE.

Una situazione che riteniamo essere correttamente descritta, ad attaccare un mix di protezionismo a favore dell’Euro e di restrizioni per gli utenti, che tecnicamente non saranno più in grado di decidere per loro stessi quali sono le migliori alternative che hanno a disposizione.

  • Assenza di chiarezza

Aspetto che è stato già contestato al MiCA su altri aspetti delle normative che andrà ad introdurre, assenza di chiarezza che non farà il gioco di chi vuole operare legalmente e di chi vuole organizzare un mercato in modo ordinato come l’UE, ma che farà il gioco dei tanti che invece da una situazione di scarsa chiarezza possono trarre vantaggio.

No, nessuno vuole stablecoin legati all’Euro

Per quanto esistano anche emessi da operatori importanti, i token stable legati all’Euro hanno pochissimo mercato e difficilmente anche in seguito ad un’imposizione del genere finirebbero per esser comuni tra gli investitori.

Questo senza dimenticare quali sono gli effetti tipici del protezionismo finanziario, ovvero una minore efficienza nell’allocazione dei capitali e una minore libertà per gli investitori, anche se di piccola taglia.

A che tipo di norma ci si riferisce?

A quanto contenuto nel comma 3 dell’articolo 52, per poi fare riferimento all’articolo 19b, che imporrebbe restrizioni ulteriori ai token stable che fanno registrare più di 1 milione di transazioni al giorno per un valore sopra ai 200 milioni complessivi.

A rischio finirebbero pertanto Tether, ma anche USDC, con un colpo importante non per il mercato delle cripto e di Bitcoin, ma piuttosto per la possibilità dei cittadini europei di investire come preferiscono.

Nella speranza che le attività di lobbying riescano ad invertire questo trend, non rimane che battersi per una maggiore libertà finanziaria e di scelta, questione che rimane almeno a nostro avviso centrale per tutto il movimento cripto. Movimento che l’UE non riuscirà ad imbrigliare. Al massimo riuscirà a chiamarsene fuori, rendendo la vita “cripto” dei suoi cittadini un ennesimo inferno burocratico che ucciderà crescita e innovazione.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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