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Ethereum per chi lo vuole in PoW | Gli “scissionisti” gettano la maschera

Chi non muore si rivede. Dato che al Merge di Ethereum manca ormai pochissimo, con il tutto che dovrebbe completarsi tra il 10 e il 20 settembre, gli scissionisti che vogliono forkare per rimanere in Proof of Work si fanno sentire. E lo fanno tramite un lungo thread su Twitter che spiega motivazioni e possibilità del progetto.

Motivazioni che vale sicuramente la pena di leggere, tenendo conto di quanto importante sarà il passaggio di Ethereum e della possibilità di vedere un altro split in stile Ethereum Classic. Situazione che però non deve essere fonte di alcun tipo di preoccupazione per la riuscita del merge e per il suo futuro.

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Ethereum PoW scopre le carte: ecco perché è nato il progetto

In realtà di Ethereum PoW avevamo già parlato tempo fa, quando il progetto era ancora agli albori e quando mancavano anche le basi conoscitive di quello che il tentativo di fork sarebbe potuto essere. Ora arrivano finalmente dei dettagli dai diretti interessati, che rendono molto più aperta la questione e molto più comprensibile anche per chi non ha seguito la vicenda fino ad ora. Il tutto è stato spiegato con relativa dovizia di particolari tramite un lungo thread su Twitter.

Lo tradurremo parte per parte, anche per analizzare quello che effettivamente c’è di notevole e di interessante in questo progetto di scissione da Ethereum, separandolo anche da quanto in realtà non ha senso.

  • Una lettera aperta alla community di Ethereum

La lettera, così hanno deciso di chiamarla, è in realtà un lungo thread su Twitter. Indirizzato direttamente alla community che ruota intorno ad Ethereum, ma ovviamente aperta a tutti, data anche l’enorme rilevanza del tema. Con un’apertura che riconosce quanto il tema sia in realtà controverso (a dire poco). Controverso e dunque meritevole di ulteriori spiegazioni.

  • I membri del team

Il primo chiarimento riguarderebbe i membri del team. Che sarebbero secondo il tweet investitori e geek di tutto il mondo, che crederebbero nella forza della Proof of Work. E intorno a questa hanno deciso di raccogliersi dietro al progetto. I membri sono e dovrebbero rimanere anonimi, non solo verso il pubblico, ma anche tra di loro. Questo per seguire quanto è stato fatto, almeno in parte, da Bitcoin. Questo è, almeno a parere di chi scrive, una buona scelta. Avere degli sviluppatori riconoscibili è da sempre fonte di problemi e di centralizzazione indiretta.

PoW Ethereum
Mosse sicuramente interessanti: ma oltre i proclami c’è qualcosa?
  • Perché?

Questa è un’altra questione assolutamente importante. La mossa è di quelle importanti e che, almeno in piccolo, potrebbero segnare una parte della storia del comparto cripto. Il tema principale è quello della regolamentazione, che secondo chi scrive i tweet sarà crescente e invadente. E una soluzione in Proof of Work aiuterebbe a resistere maggiormente agli attacchi da parte del regolatore.

  • DeFi regolamentata inutile

E questo è uno dei temi più forti tra quelli proposti dal team di Ethereum PoW. Avere DeFi, ma anche NFT e GameFi sotto il potenziale scacco del regolatore potrebbe portare ad annullare l’innovazione potenziale del settore, cosa che in realtà in parte abbiamo già visto anche in Europa. La Proof of Work dunque come scudo necessario da ingerenze terze.

Chi c’è davvero dietro?

Difficile dirlo per adesso, dato che in realtà i movimenti sono tanti e diversi in questo senso e dato che già diversi personaggi “famosi” della criptosfera hanno fatto intendere una sorta di supporto che implicherebbe il loro coinvolgimento diretto.

Pensiamo ad esempio a Justin Sun, che ha già affermato pubblicamente il pieno supporto, anche in termini economici, alla nuova impresa, così come da parte delle imprese che gravitano intorno ad uno dei personaggi più discussi del mondo cripto.

Così come potrebbero arrivarne degli altri non appena il progetto entrerà nel vivo. Certo è che manca davvero poco al merge e non abbiamo ancora visto granché in termini di codice e di funzionalità. Siamo sicuri che gli scissionisti siano davvero pronti?

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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2 commenti

  1. ma se ‘sti 4 gatti si sono già dichiarati da un mese… adesso hanno cambiato idea? Mi pare un po’ tardi, dovevano pensarci prima XD
    “guarda che vengo con mio cuggino e tutti quelli del quartiere eh, stai attento!!1!!”… e prontamente non arrivava nessuno.
    Poi bellissimo anche che all’improvviso sono diventati i difensori della privacy perchè ethereum sarà censurabile…. se volete davvero approfondire il tema della privacy/censura/decentralizzazione guardatevi questo video (lungo): https://www.youtube.com/watch?v=azjpYTB7PVE
    E infine: com’è che fra i 4 gatti che cercano di tenere in vita ‘sta pagliacciata, 2 hanno chain diverse? Mmmm sarà mai che vogliano mettere i bastoni fra le ruote? Noooo, certo che no. Fanstastici 😀

  2. Non vedo come il PoS aiuterebbe un eventuale ingerenza da parte del regolatore mentre il PoW la eviterebbe.Sia il pos che il pow sono meccanismi di validazione ed un ingerenza causerebbe come minimo un soft fork in entrambi in casi.

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