martedì , 27 Settembre 2022

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BITCOIN BEIRUT

I soldi in banca NON sono i vostri! | Bitcoin risolve questo…

No, i vostri soldi in banca non sono vostri. Di esempi potremmo citarne a centinaia anche per l’Italia, anche se questa volta la sveglia arriva dal Libano, paese prima massacrato da politiche monetarie allegre (per usare un eufemismo), poi da un lockdown bancario che lascerà tutti i cittadini in balia di un futuro cupo ma anche rivelatore. La notizia, passata relativamente in sordina dalle nostre parti, è che a causa di costanti rapine tutte le banche del paese dovrebbero rimanere chiuse per tempo indefinito.

L’altra parte della notizia è che le suddette rapine sono in realtà attacchi armati alla buona da parte di persone che altro non volevano che recuperare i propri soldi. Avete capito bene: entrare in banca armati per cercare di recuperare i propri depositi, versati lira libanese per lira libanese. E le banche che, pur colpevoli, hanno il placet governativo per rimanere chiuse. Così da poter tra le altre cose evitare davvero di restituire i denari al legittimo proprietario. Sì, non siamo di quelli che amano ripeterlo, ma Bitcoin fixes this, o per dirlo all’italiana, Bitcoin sistema questo problema.

E più persone se ne accorgeranno, più ci sarà una corsa ad accaparrarsene un pezzetto. Cosa che possiamo fare già adesso con Crypto.comvai qui per ottenere un conto gratuito con bonus gratis di 25$ incorporato– intermediario che consente l’accesso diretto al mercato e la possibilità, vedremo dopo perché importante, di trasferire i nostri satoshi fuori dall’exchange.

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In Libano il disastro fiat dal quale Bitcoin vi protegge

Sì, sembrerà un’opinione forte, soprattutto per chi crede ancora nella possibilità che ci siano evoluzioni non catastrofiche per le valute fiat. E chi continua a sostenere la bontà di denaro fotocopiato a piacere dalla banca centrale, non importa quale, dovrà forse ricredersi facendo i conti con uno scenario di disperazione assoluta e totale, dal quale Bitcoin però potrà salvarci. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa sta succedendo a Beirut e dintorni.

Bitcoin a Beirut
E questo ormai è lapalissiano

Prima sono arrivati i prelievi bloccati, ovvero l’impossibilità per i cittadini e i residenti di ritirare il denaro che era depositato presso le banche. Denaro tecnicamente loro, ma fattivamente nelle mani delle banche che avevano ricevuto il placet da parte del governo per la sospensione dei prelievi in dollari. In poche parole, chi voleva ritirare i propri dollari, secondo quanto racconta Al Jazeera, avrebbe prima dovuto convertirli in lire libanesi, ad un tasso di cambio tra le altre cose molto inferiore a quello che si può ottenere nel mercato nero.

Una situazione frutto del più classico dei disastri fiat, dove alla popolazione viene chiesto, tramite cambi di fatto forzosi, di sostenere il valore della valuta locale. Fascismo in sedicesimo, e non abbiamo alcun tipo di timore di scriverlo nero su bianco. E da qui i primi problemi, perché in molti hanno ben pensato di raggiungere la filiale della propria banca armati per chiedere indietro quello che, dopotutto, era il loro denaro, pur se detenuto in divisa straniera. I casi sarebbero stati già sette, cosa che ha portato le banche a chiudere le loro filiali in tutto il paese. Una storia drammatica che include anche sorelle e fratelli di persone che avevano bisogno di quel denaro per operazioni per i propri cari.

E nel dramma una lezione, in particolare per chi è così fortunato dal non vivere una situazione del genere: perché per l’appunto è questa l’unica possibile fine per sistemi fiat che sono costruiti sul fango e sulle sabbie mobili, e che di fronte all’ovvia svalutazione della loro carta straccia non hanno altra alternativa che depredare e quindi sequestrare indirettamente o meno le divise più forti in possesso dei cittadini.

Sì, Bitcoin fixes this, Bitcoin ci aiuta a superare questo problema. E brilla, come è successo in scenari di guerra, proprio nei momenti di crisi più assoluti.

Inconfiscabile

È questa la parola chiave di Bitcoin, che poi fa il paio con l’autocustodia e con il fatto che nessuno, se non in possesso delle nostre chiavi privati, può transare con i nostri sudati Bitcoin. Ed è questo quanto di cui si ha bisogno per essere certi di non incappare nella tragedia che sta colpendo ancora oggi i cittadini libanesi.

Bitcoin è volatile? Bitcoin non ci garantisce il suo valore nel corso del tempo? Provatelo a dire a quei cittadini libanesi che oggi non hanno accesso ai loro risparmi, risparmi che hanno accumulato con una vita di sacrifici e che oggi sono sotto scacco delle banche imbeccate dal governo. Un governo che vuole far pagare il prezzo della sua incapacità a chi non ne ha alcuna colpa e che nonostante abbia contribuito tramite tassazione alle casse pubbliche oggi si trova di nuovo espropriato.

Per quanto difficile possa essere per i novizi l’autocustodia, rimane di fondamentale importanza impararne i canoni e implementarla per il nostro tesoretto per la crisi. Ovvero per quella parte di patrimonio che andremmo a toccare soltanto nel caso di eventi particolarmente avversi.

Come hanno fatto i molti che scappando dall’Ucraina non sono riusciti a prelevare in banca (chiuse anche lì) e hanno trovato salvezza finanziaria soltanto grazie al loro possesso di Bitcoin. Così come hanno fatto anche alcuni cittadini libanesi e così come continueranno a fare un numero sempre crescente di persone per le prossime crisi.

Bitcoin per non farsi trovare impreparati

Lo scenario nel quale ci muoviamo è questo. La Banca Centrale Europea sta spingendo sull’implementazione di denaro digitale programmabile, le cosiddette BDBC, che non avrà bisogno neanche di essere fisicamente sequestrato dalle banche, perché potrà essere invalidato da remoto, o perché potrà avere una scadenza. Un ulteriore livello di panopticon monetario, un ulteriore livello di controllo da parte della politica delle nostre legittime sostanze e dei nostri legittimi patrimoni. E in quel caso non servirà neanche una crisi per innescare i comportamenti che abbiamo visto in Libano.

Soluzione Bitcoin Beirut e noi
Unica soluzione

L’alternativa c’è, è Bitcoin e chiunque sostenga il contrario può far parte di soli due gruppi: il primo è quello di chi il funzionamento di Bitcoin, nonostante gli sforzi di molti divulgatori, non lo ha ancora capito. Il secondo è il gruppo di chi da un’ulteriore stretta sulle libertà fondamentali dell’essere umano ha soltanto da guadagnarci.

Tecnocrati che sventolano lauree prese chissà dove che dovrebbero garantire, Dio solo sa perché, una maggiore competenza loro nella gestione dei nostri patrimoni. E della nostra moneta. E della nostra vita. Nel 2022 abbiamo però gli strumenti per difenderci e nel caso reagire. Per interrompere una spirale autoritaria che questa volta non passa dalla violenza fisica, ma dal controllo mentale e morale della popolazione. E dalla possibilità, come ha scritto a chiare lettere anche il Fondo Monetario Internazionale, di utilizzare queste nuove CBDC anche per “spingere” i cittadini verso determinati comportamenti.

La risposta, abbiamo già detto, c’è. Perché Bitcoin è un grande, grandissimo dito medio a chi con manovre subdole e spesso notturne, vuole mettere le mani su una delle libertà più importanti per un uomo. Quello di provvedere a sé stesso e alla propria famiglia nel modo che meglio crede, avendo pieno possesso e piena proprietà dei propri risparmi.

È questo il ruolo più importante di Bitcoin, prima dell’essere strumento di pagamento

Una vicenda questa che a nostro avviso avrà delle ripercussioni anche nel discorso pubblico che si fa su Bitcoin, che ad avviso almeno di chi vi scrive ha già caratteristiche che lo rendono utile, senza “attendere” che diventi metodo di pagamento diffuso.

L’inconfiscabilità, il pieno controllo che garantisce a chi ha le chiavi privati è caratteristiche che, ahimè, diventerà sempre più cruciale nel mondo in cui viviamo oggi e non in quello di domani. E avranno poco da stare sicuri quei cittadini perfettamente allineati al potere politico del loro paese che pensavano di non poter essere mai colpiti da misure di questo tipo. Perché prima di entrare in banca con le pistole, quei cittadini libanesi erano perfetti law abiding citizens, quei cittadini rispettosi delle leggi che mai avrebbero pensato di fare una fine del genere.

E a poco servirà, se dovessero configurarsi le condizioni giuste, dire “io mi sono sempre comportato bene“. Perché non è quello, Beirut insegna, il punto. E quindi Viva Bitcoin, già oggi molto più utile di quanto anche certi suoi appassionati hanno realizzato.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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6 commenti

  1. Gianluca ti faccio un inchino, articolo bellissimo, scritto non con la ” penna ” ma con il cuore……sono letteralmente saltato in piedi sulla scrivania mentre lo leggevo, mi hai fatto salire l’adrenalina
    E la parte in cui citi il dito medio me la voglio tatuare cazzo!!
    Ti abbraccio……..

    • Ciao Giorgio, sposiamo una causa, e la portiamo fino in fondo, per davvero. Mai schiavi di nessuno, altrimenti criptovaluta.it non avrebbe ragione di esistere.

      • E io sono qui con voi….viva il mondo libero, viva bitcoin, viva il Re!
        Devo riportare il discorso dell’Enrico V di Shakespeare?
        Ciao Luigi…..un abbraccio anche a te.

  2. Buongiorno a tutto il gruppo. Dietro a tutto questo c’è l’elite finanziaria e uno dei suoi obiettivi è la concentrazione della sovranità monetaria togliendo potere ai singoli Stati e concentrarli in una sola grande banca centrale mondiale di esclusiva proprietà. Saremo sempre più controllati, in futuro dovremo stare attenti a come parleremo e a cosa scriveremo. Alla base di tutto questo progetto c’è la MASSONERIA che ha sempre governato nell’anonimato. Basta sentire le menzogne sulla mancanza di grano e di cibo che ci propinano tramite i mass-media terrorizzandoci quotidianamente o le menzogne sul prezzo del gas e della benzina. Una menzogna ancora più grande quella sul gas liquido proveniente dagli Stati Uniti via nave che al momento della partenza dal porto non ha ancora un destinatario o cliente certo, infatti le contrattazioni si fanno in mezzo all’oceano e in acque internazionali e chi offre di più si porta a casa il gas che graverà sulle bollette soprattutto delle nostre aziende che sono costrette nel migliori dei casi a sospendere le attività e attivare la cassa integrazione dei propri operai. Si le nostre aziende perchè la maggior parte delle contrattazioni le ha vinte l’Italia mentre parte dei nostri giacimenti di gas li sfrutta la Croazia. E non sappiamo ancora nulla.
    Non dobbiamo permettere più tutto questo, Criptovaluta.it in futuro potrà diventare un movimento politico e cambiare questa situazione. Buona giornata. E naturalmente un saluto al mitico Gianluca Grossi. Gianluca for President.

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