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Operazione Crypto: traffico armi e droga | Zero legami con Bitcoin

Una curiosa scelta dei carabinieri porterà a tante incomprensioni. Una guida per sopravvivere.

Trenta arresti per traffico internazionale di droga e commercio di armi. Operazione pertanto importante al punto tale da guadagnarsi le prime pagine di tutti i giornali mainstream. Peccato però che ancora una volta si associ la criminalità organizzata al mondo crypto, senza che questa volta ci sia alcun tipo di legame.

Sì, perché i Carabinieri di Monza, utilizzando libertà che hanno certamente a disposizione, hanno deciso di chiamare questa importante operazione… operazione crypto. Tutto questo perché per stanare gli indagati sarebbe stata superata la crittografia dei telefoni utilizzati per le operazioni. Da qui, conferma anche Rai News, il nome.

L’associazione però sarà automatica per molti: operazione Crypto, armi, droga. Il solito giro del malaffare con al centro Bitcoin & co.. E per quanto la decrittazione dei telefoni sia stata fondamentale, non sarebbe stato il caso forse di chiamarla in altro modo?

No, calmate i vostri amici e parenti: le crypto non c’entrano nulla

Per quanto ogni tipo di ricerca a tema crypto oggi vi restituirà il resoconto di questa importante operazione dei Carabinieri di Monza. Tuttavia occhio a non farsi fuorviare dal nome. Nonostante si tratti infatti di un’operazione che non coinvolge neanche 1 satoshi, l’operazione è stata data data in pasto alla stampa con il nome di Operazione Crypto.

L’arcano è presto svelato: dato che Europol avrebbe collaborato all’aspetto più fondamentale dell’indagine, ovvero alla decrittazione dei telefoni utilizzati dagli indagati, chi guida le indagini avrebbe pensato di utilizzare questo nome. Nome certamente evocativo negli ultimi anni e che per il grosso della popolazione sarà un riferimento ad un mondo che con questa operazione non c’entra nulla.

Sbadataggine? Certamente sì, dopotutto nessuno è costretto a tutelare il buon nome di un comparto che, al contrario di quanto affermano giornali e forze di polizia, ha molto poco a che fare con la criminalità organizzata e con il riciclaggio.

Neanche un Bitcoin coinvolto

Anche noi leggendo la notizia ci saremmo aspettati il coinvolgimento, almeno in qualche pagamento, di Bitcoin o delle altre criptovalute che possono essere utilizzate per pagamenti di ingenti proporzioni. E invece no, non vi è neanche l’ombra delle valute che seguiamo ogni giorno su Criptovaluta.it.

E nonostante questo in molti tra i milioni di lettori di certe testate, non andando oltre il titolo includeranno nel malaffare contestato agli indagati anche le criptovalute, sempre pronte a incassare destri e sinistri dalla stampa mainstream.

Per il resto ordinaria amministrazione: probabilmente anche questa volta dovremo difenderci da accuse che non erano dirette a noi appassionati, ma frutto anche in parte di certe immaginazioni.

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Coviddi
Coviddi
10 mesi fa

Grazie Gian. Mi sento meno solo, avevo letto anche io, su Napoli Today dal feed di Google.

“Crypto” perché questi usavano telefoni cellulari con un sistema di oscuramento dati crittografico.
Verosimilmente la natura specifica di questo sistema ha attirato l’attenzione delle FdO che lo hanno “bucato”, per scoprire con libidine che questi, soddisfatti dalla crittografia software, la usavano per parlare in chiaro scambiandosi foto documentali e complimenti per gli esiti dei traffici.

Ho bestemmiato, perché al di là dello scegliere un nome che celi il bersaglio della operazione, “crypto” fa pensare al nostro ambito non a quello dei traffici illeciti.
Può un carabiniere non sapere che esista un tutt’altro intero comparto commerciale tecnologico che si identifica con la buzzword “crypto”?Come sempre o è malintenzione o una ignoranza disarmante. Incoerente con i successi che vantano.

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