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Bitcoin: halving si avvicina e c’è già shock di offerta

Per Bitcoin l'offerta di coin sul mercato è in calo perpetuo. E ora?

Per qualcuno è il sacro Graal, per altri una fissazione inutile. Sta di fatto che di offerta di Bitcoin sui mercati si dovrà pur parlare, in particolare in occasione della pubblicazione di un ottimo report da parte di Glassnode, una delle società che offrono più dati sulla chain di Bitcoin e sul comportamento degli holder. Il report fa parte del classico The Week on Chain e racconta di importanti movimenti all’interno della supply, o meglio, che stanno condizionando l’effettiva offerta di $BTC sui mercati.

Cosa succede? Mentre l’halving si avvicina, c’è già un importante riduzione dell’offerta, che secondo il popolare servizio di analytics avrebbe proporzioni storiche. E potrebbe essere un ottimo motivo per avere un outlook positivo sul futuro di Bitcoin, in particolare sul breve periodo.


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Cosa fanno i miner di Bitcoin mentre l’halving si avvicina

È uno dei temi più dibattuti, almeno tra i gli investitori di lungo corso in Bitcoin. Per quanto il discorso sia piuttosto complesso, c’è Glassnode che prova a mettere qualche punto intorno al quale dovrà poi svilupparsi la discussione, possibilmente in modo intelligente e partendo da cosa raccontano i numeri.

Premessa: i miner storicamente hanno venduto una parte importante dei Bitcoin di cui entrano in possesso per coprire i costi delle loro attività. L’altro dato: con i massimi dell’anno i miner incassano circa 1 miliardo al mese, che dovrà essere considerato come dimezzato dopo l’halving, il che vuol dire che si tornerà, se i prezzi dovessero rimanere stabili, a livelli di income per i miner che sono vicini a quelli dei minimi del 2022 dopo il caso FTX.

  • La supply effettivamente disponibile

Glassnode analizza la supply, l’offerta di Bitcoin che è mobile e che è effettivamente disponibile sui mercati. Il criterio è relativamente semplice: cercare di calcolare quanti siano i Bitcoin che ci si può aspettare che cambino mano sul breve periodo.

Secondo i calcoli offerti da Glassnode, si tratterebbe di circa 2,33 milioni di Bitcoin, una somma che è tra le più basse di sempre. Si tratta, tenendo conto degli altri fattori indicati da Glassnode di una supply che varierà tra il 5 e il 10% del totale dei Bitcoin disponibili.

  • Wallet

Sempre Glassnode ha sviluppato una nuova metrica che monitora i wallet e che cerca di anticipare quelli liquidi, quelli meno liquidi e quelli praticamente fermi. Anche in questo c’è un segnale se vogliamo positivo, ovvero un calo di quelli molto liquidi e che dunque sono più propensi a far cambiare di mano i propri Bitcoin.

  • A marzo 2020 un’altra rivoluzione

Il segnale indicato nel grafico che riportiamo e che è di proprietà di Glassnode riguarda il punto di svolta nel 2020 in termini di offerta liquida e molto liquida. Il picco, secondo questo grafico, si è avuto nel marzo 2020.

Il che ci porta a un’altra considerazione: è certamente un buon segnale, ma non procede di pari passo rispetto al prezzo di Bitcoin, che da marzo 2020 ha dovuto affrontare delle vicissitudini molto importanti.

Più in breve: sempre meno Bitcoin disponibili

Per quanto Bitcoin abbia comunque un’emissione positiva di coin per ogni blocco, si trova oggi in una situazione che lascerebbe intendere problemi per chi – compresi gli ETF Bitcoin – dovrà procacciarsi BTC sul mercato al fine di riempirsi le casse.

Vedremo se un eventuale shock di domanda indotto da questi prodotti aiuterà effettivamente il prezzo di Bitcoin. Vieni a discutere con noi di questa analisi sempre sul nostro canale Telegram.

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