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ETF Bitcoin Spot: aggiornamento FINALE per Grayscale | Ci siamo?

Per Grayscale arriva (l'ultimo?) aggiornamento per l'ETF Bitcoin Spot.

Vi avevamo promesso delle novità importanti tra ieri e il 29 dicembre a tema ETF Bitcoin Spot e puntualmente sono arrivate. Grayscale, la società che sta cercando di convertire il proprio trust in un ETF prima ha visto due quadri andare via, poi ha inviato un importante aggiornamento del suo filing S-3. Si tratta del form che raccoglie le modalità di funzionamento dell’eventuale veicolo finanziario che sarà approvato.

Ci sono – come ci aspettavamo – delle novità importanti. Una assai prevedibile, e riguarda la modalità con la quale potranno essere create quote dell’ETF. L’altra invece attiene ad una segnalazione di rischio riguardante i fork, cosa che per il momento e in assenza di ulteriori ragguagli da parte di SEC è difficile anche commentare.

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Grayscale aggiorna il suo form S-3: cosa cambia ora?

Grayscale ha visto ieri l’abbandono di Murphy e Silbert, due quadri storici (con il secondo che è CEO anche della controllante DCG), che in diversi hanno interpretato come una sorta di compromesso tra SEC e la società stessa. Dato che però non ci sono basi concrete per parlare di quanto sopra, sarà il caso di analizzare quanto avvenuto nel dettaglio al form S-3 che Grayscale ha aggiornato poche ore fa.

Quote come
Il cambiamento più rilevante riguarda la modalità con la quale saranno create le quote
  • Addio modalità in kind

La prima notizia e forse la più importante è che Grayscale ha abbandonato la volontà di offrire creazione di quote in kind. È una vicenda che abbiamo raccontato più volte – dato che ha coinvolto anche altri gestori – e che riassumeremo per capire di cosa si sta parlando. Tutti i gestori preferirebbero creare quote ricevendo direttamente dagli AP dei Bitcoin. SEC non è di questo avviso e ha chiesto a tutti i gestori di ricorrere alla modalità cash creates. In questo caso Grayscale riceverà dollari dagli AP e poi si preoccuperà di convertirli in BTC.

Era un passaggio necessario – dato che su questo punto SEC non sembra avere alcun desiderio di transigere – e così Grayscale si accoda a BlackRock e a tanti altri gestori che si sono mossi in questo senso negli scorsi giorni.

  • No airdrop, no fork

La parte forse più interessante è quella che riguarda eventuali fork di Bitcoin. Nel testo di Grayscale ora si legge che il fondo ETF abbandonerà ogni criptovaluta nascente da tali eventi. Il sospetto è che anche questa sia una richiesta chiara di SEC.

Cosa significa? Immaginiamo un futuro nel quale venga a crearsi un fork significativo di Bitcoin: i coin che ne risulterebbero saranno abbandonati dal Trust ETF. Questo al contrario di quanto era scritto sul precedente form S-3 e di quanto è scritto nei form S-1 di altri gestori, che invece si sono lasciati ampia discrezionalità.

E ora? Cosa manca?

C’è una lista di AP da compilare per gli altri e dopo si dovrebbe essere pronti. Grayscale su questo fronte è già in linea con quanto richiesto per la quotazione con la prima tornata di approvazioni, che dovrebbe arrivare entro il prossimo 10 gennaio. Il gestore ha infatti già degli AP da tempo.

È un buon segno per Grayscale, per quanto la modalità cash creates è certamente svantaggiosa per il fondo. Nulla cambierà per l’enorme quantità di Bitcoin già in cassa: le quote verranno semplicemente “convertite” e scambiate su un nuovo mercato, non generando eventi tassabili. E no, quei Bitcoin non dovranno essere liquidati.

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Rainer
Rainer
2 mesi fa

Siete, come sempre, all’avanguardia, sia come chiarezza che aggiornamento su quanto sta succedendo. Vi faccio i miei più sinceri complimenti! Grazie