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Sicurezza criptovalute, effetti hackeraggio Twitter limitati grazie a Coinbase

Nonostante il potenziale effetto nocivo del recente attacco hacker a Twitter, gli ultimi dati sulle conseguenze di tale iniziativa affermano che in realtà i pregiudizi per i titolari di criptovalute sono stati piuttosto limitati, con una piccola manciata di utenti che ha inviato poco più di 100.000 dollari di Bitcoin all’indirizzo “truffa”.

Non sfugge, in questo tema di sicurezza criptovalute, che però l’impatto della truffa avrebbe potuto essere molto maggiore di questo se alcuni operatori di riferimento nell’ecosistema criptovalutario non fossero intervenuti prontamente per evitare il peggio.

È il caso, ad esempio, di Coinbase (qui il sito ufficiale), che rendendosi conto di quanto stava accadendo ha impedito a oltre 1.100 propri utenti di inviare BTC agli hacker. È evidente che se non ci fosse stato il filtro di sicurezza di Coinbase, le conseguenze di questo attacco hacker sarebbero state ancora più grandi.

Proprio per questo motivo l’occasione ci è gradita per poter ricordare quanto sia importante avere a che fare solo ed esclusivamente con operatori regolamentati, seri e professionali come Coinbase (di cui qui trovi la nostra recensione completa), che investono ogni anno milioni di dollari per poter rafforzare i propri sistemi di sicurezza e di prevenzione delle frodi.

Ricordiamo in tal proposito che la scorsa settimana – come avevamo qui commentato – gli account Twitter di alcuni personaggi molto famosi erano caduti sotto il controllo degli hacker, che hanno utilizzato questi account per attivare una classica truffa criptovalutaria, in cui hanno invitato i follower a mandare dei Bitcoin a un certo indirizzo per sostenere iniziative anti-COVID. Così facendo, il VIP di turno avrebbe raddoppiato la donazione, andando a incrementare il supporto.

Nonostante questa frode sia stata messa davanti a centinaia di decine di milioni di spettatori, l’impatto è stato fortunatamente piuttosto limitato, tanto che secondo un recente report della società di analisi Elliptic, circa 121.000 dollari di Bitcoin sarebbero stati inviati in poco più di 400 pagamenti.

È tuttavia possibile che l’impatto sia stato ancora più limitato, perché alcune di queste 400 persone potrebbero aver dato seguito a transazioni multiple.

Statisticamente, l’invio più rilevante è stato quello di un individuo che ha spedito 42.000 dollari di Bitcoin in una singola transazione da un exchange con sede in Giappone. Proprio dall’Asia sembrano essere giunte le donazioni più significative…

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Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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