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FINE ETF BITCOIN

Bitcoin: gli ETF si fermano! Che succede? È la FINE per questi prodotti? L’analisi sui NUMERI che…

Gli ETF Bitcoin negli USA rallentano. Che succede? C'è da preoccuparsi?

I più pessimisti diranno che la musica è finita, gli amici se ne vanno e che il mondo Bitcoin dovrà per forza di cose trovare una nuova narrativa. I volumi degli ETF negli USA sono in caduta libera e comunque molto lontani dai massimi toccati a marzo, così come stanno rallentando a vista d’occhio gli inflow, ovvero gli ingressi di nuovi capitali.

Una situazione anomala, che segna la fine dell’attenzione di Wall Street per prodotti che hanno come sottostante Bitcoin, oppure si tratta del normale svolgersi degli eventi, e dunque qualcosa che non dovrebbe causare alcun tipo di preoccupazione? Cercheremo di vederlo, dati alla mano, all’interno di questo approfondimento.

Un approfondimento che arriva al termine di tre giorni che hanno visto più fuoriuscite (dovute a GBTC) che ingressi e che hanno fatto registrare volumi assai modesti almeno rispetto a marzo.

Fine della festa per gli ETF Bitcoin Spot?

Mentre a Hong Kong fervono i preparativi, negli USA gli ETF su Bitcoin procedono con il proverbiale freno a mano tirato. Gli inflow sembrano essere arrivati al picco, con soltanto BlackRock che continua, per quanto con numeri piuttosto ridotti, a vedere ancora ingressi. È l’unico degli ETF, quello di iShares / BlackRock, a conservare ancora capitali in ingresso giorno dopo giorno, con Fidelity che ha invece già fatto registrare giornate da zero.

Il grafico dei flow, che sono chiaramente in rallentamento

Nel frattempo sono rallentati anche gli outflow da Grayscale, l’ETF che è partito con quasi 30 miliardi di dollari di Bitcoin in gestione e che a causa di commissioni molto elevate (e del fallimento di alcune entità che detenevano quote) ha fatto registrare giorno dopo giorno capitali in uscita per quantità importanti.

È tutto finito? Sul tema è intervenuto ieri anche James Seyffart di Bloomberg, che ha affidato a X qualche considerazione:

Primo: ogni giorno la grande maggioranza degli ETF avranno flow a ZERO — questo è davvero normale. Ci sono circa 3.500 ETF negli Stati Uniti. Ieri 2.903 di loro hanno avuto inflow zero. […] In breve: degli scompensi minori tra domanda e offerta vedranno i market maker gestire la cosa come farebbero con delle azioni. C’è bisogno di scarti importanti – più di un’unità di creazione – affinché i market maker si rivolgano agli AP.

James Seyffart – Bloomberg

Spiegazione ancora più semplice: se non c’è una domanda considerevolmente più alta dell’offerta di quote dell’ETF, non c’è bisogno di creare nuove quote. Se non si creano nuove quote, gli inflow rimangono a zero.

E questo sì, vuol dire che la richiesta è per ora rallentata, almeno rispetto a marzo, senza che questo però costituisca una catastrofe per gli ETF Bitcoin, dato che appunto siamo davanti ad una condizione normale per gli ETF.

BlackRock tenta il record?

Per ora con BlackRock siamo a 65 giorni di fila di inflow positivi. La classifica qui sotto è in ritardo di un giorno e segna i migliori ETF per il filotto di inflow. Potrà arrivare al top? Difficile, ma certamente potrà scalare ancora qualche posizione.

Segno che, al contrario di quanto vi hanno raccontato tanti altri, questi prodotti sono stati un incredibile successo. Checché se ne dica e anche in caso di rallentamenti fisiologici.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
1 mese fa

E’ normale, probabile che ci siano anche molte prese di beneficio e che si aspetti un calo delle quote per ricomprarle magari dopo l’halving. L’ETF BTC è diverso dagli ETF tradizionali in quanto ha in pancia un solo prodotto per cui molto dipende dal tasso di adozione e dall’attenzione popolare. Mancano ancora i retail ma ci sono gli istituzionali e il mercato sicuramente si riprenderà. Ma quello che non riesco a spiegarmi è come mai Saylor compra sempre quando il valore di BTC è vicino ai massimi e quando era sceso a 15.000 non ha comprato nulla?