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Ethereum 2.0 a rischio rinvio: raccolto solo il 10% dei depositi necessari

Come abbiamo avuto modo di riepilogare in un recente approfondimento che abbiamo dedicato a Ethereum 2.0, l’ambizioso progetto dei promotori di Ethereum di evolversi in una nuova versione più sofisticata, sostenibile, scalabile e sicura, sta incontrando qualche difficoltà.

Stando a quanto è emerso poche ore fa, infatti, ad oggi il contratto di deposito per Ethereum 2.0 contiene “solo” 50.849 Ether, per un valore di mercato di poco più di 22 milioni di dollari. Ovvero, ai nostri fini, circa il 10% dello stake minimo richiesto di 524,288 ETH, o 230 milioni di dollari.

Considerato che il lancio della prima fase di Ethereum 2.0 è previsto per il 1 dicembre, è evidente che il tempo per poter colmare questo importante gap inizi a scarseggiare, soprattutto se si tiene in considerazione che la vera deadline non è quella del 1 dicembre, bensì quella del 24 novembre, perché è in tale data che verrà verificato o meno il raggiungimento della soglia minima di stake.

I segnali negativi in tal senso non mancano. Purtroppo, come ci ricordava Etherscan, che sta monitorando costantemente l’afflusso di denaro al progetto, i nuovi depositi sembrano aver rallentato vistosamente negli ultimi giorni, tanto che la maggior parte degli staker si era unita allo smart contract nei primi tre giorni di lancio dell’iniziativa, ai primi di novembre.

Come abbiamo già avuto modo di considerare nella nostra guida a Ethereum 2.0, gli staker interessati a partecipare al progetto devono usare un launchpad dedicato e, qui, registrarsi puntando 32 ETH, o una cifra di denaro superiore.

Ma perché c’è così tanta prudenza nel partecipare a questo progetto? Probabilmente la ragione è da ricercarsi nel fatto che si tratta di un investimento a lungo termine, comunque aleatorio. Non tutti sono a conoscenza del fatto che i depositi effettuati per Ethereum 2.0 non potranno essere usati o prelevati fino al periodo compreso tra Phase 1 e Phase 2, la cui implementazione potrebbe però richiedere diversi anni.

Proprio questa caratteristica sembra essere un forte deterrente per la partecipazione in massa a Ehereum 2.0. Vedremo se, nelle prossime due settimane, cambierà o meno qualcosa.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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