C’è una specifica coorte di investitori che nell’ultimo periodo pare aver intensificato la propria attività di accumulazione su Bitcoin. Parliamo nientedimeno della categoria di holders che detengono un bilancio personale compreso tra i 100 ed i 1.000 BTC, spesso definiti come “squali” secondo le terminologie dell’analisi on-chain Glassnode.
In una sola settimana di contrattazioni, questi squali hanno acquistato una cifra record pari a 54.000 BTC, registrando un inflow senza precedenti. Il prezzo di Bitcoin però non sembra aver reagito in maniera proporzionale ai flussi positivi, ed anzi negli ultimi 7 giorni segna addirittura un calo delle quotazioni di circa un -1%. Perché allora il mercato non risponde agli stimoli? Lo vediamo insieme qui di seguito.
Accumulazione Bitcoin: 54.000 BTC in una settimana
Partiamo da questo dato: i wallet con un bilancio compreso tra i 100 e i 1.000 BTC hanno registrato, nel corso dell’ultima settimana, uno dei più forti flussi netti in ingresso degli ultimi mesi. Circa 54.000 BTC, pari ad un controvalore di $4,7 miliardi di dollari, sono confluiti all’interno di questa specifica coorte di indirizzi, segnando un’accelerazione netta del ritmo di accumulazione.
Addirittura, se estendiamo l’orizzonte temporale a partire dal 16 novembre, vediamo come ad oggi l’aumento sia stato di circa 270.000 BTC. Dato incredibilmente positivo che porta la supply complessiva degli squali a 3,6 milioni di BTC, più o meno la stessa quota che la coorte deteneva a dicembre 2017, in concomitanza del top di mercato di quel ciclo.

In generale, per quasi tutto il 2025 questi investitori hanno spinto costantemente sul tasto buy, incrementando gradualmente le proprie riserve. Ma allora, giustamente qualcuno si chiede, come mai il prezzo di Bitcoin sta scendendo nell’ultima settimana, nonostante tutti questi acquisti?
Come si stanno muovendo gli altri holders di Bitcoin?
Il punto fondamentale per capire la questione è che, mentre la coorte degli squali ha accumulato aggressivamente nell’ultimo periodo, c’è stata anche un’altra classe di operatori che ha venduto altrettanto aggressivamente. In particolare il gruppo di indirizzi con in pancia un bilancio compreso tra 1.000 e 10.000 BTC, chiamati “whales”, ha distribuito da metà novembre circa -270.000 BTC.
Di fatto quindi le loro vendite hanno quasi annullato del tutto l’effetto positivo dell’accumulazione degli squali. Tra l’altro gli stessi hanno visto grossi outflow per tutto il 2025, in ottica praticamente contrarian rispetto al comportamento della coorte più piccola.

A tal proposito l’analista “CryptoVizArt” ha suggerito che questa dinamica potrebbe essere spiegata non tanto da un accumulo organico da parte di nuovi soggetti, quanto da un rimescolamento interno della supply tra grandi entità di custodia. Osservando infatti i dati in relazione agli inflow di BTC sugli exchange centralizzati, in particolare Coinbase, notiamo che nell’ultimo periodo c’è stato un flusso di circa 640.000 BTC.
È probabile quindi che le variazioni delle posizioni nette di ogni coorte di holders siano da intendersi come una riorganizzazione di fondi collegati verosimilmente a portafogli ETF (custoditi su Coinbase) ed altre attività di management.

Cosa ha invece influito negativamente su Bitcoin?
Il vero “problema”, se così lo vogliamo chiamare, è il fatto che la coorte dei retail, etichettati come quegli indirizzi che detengono meno di 100 BTC, hanno scaricato tantissimo nell’ultimo trimestre. Complice un outlook di mercato incerto, ed il pessimo evento di deleveraging del 10 ottobre, il risultato degli ultimi 30 giorni è uno scarico di quasi 100.000 BTC, l’outflow più pesante da gennaio 2018.
Come abbiamo più volte sottolineato nelle ultime settimane, dal momento in cui gli investitori retail hanno visto il prezzo scendere sotto il proprio costo medio di carico, il loro comportamento si è tradotto in un intenso sell-off. Nel mentre, oltretutto, è mancata domanda strutturale dagli ETF e da altre coorti che, come abbiamo visto, hanno semplicemente riorganizzato i propri fondi.

Ci sarebbe in realtà la categoria delle mega whales (+10.000 BTC) che stanno contribuendo ad assorbire parte delle vendite, ma evidentemente in questa fase il loro sforzo non basta. C’è ancora debolezza sul mercato, ma come abbiamo spiegato recentemente, potrebbe rivelarsi transitoria qualora dovessero emergere nuovi catalizzatori rialzisti.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
