Se il 2025 movimentato sul piano geopolitico non vi era piaciuto, non vi piacerà neanche questa apertura di 2026. Il primo messaggio dell’anno del Presidente degli Stati Uniti è un monito per le autorità iraniane, pubblicato quando siamo nel cuore della notte negli USA e che non lascia presagire nulla di buono. La speranza dei mercati è che tali minacce rimangano un monito e non si trasformino in qualcosa di più concreto.
La minaccia, a mezzo Truth Social, è stata immediatamente derubricata dai mercati, per una situazione però da seguire nei prossimi giorni e che potrebbe presentare più di qualche fonte di apprensione.
Cosa ha scritto davvero Trump?
Donald Trump si è detto pronto a intervenire nel caso in cui l’Iran dovesse continuare a colpire i manifestanti pacifici.
Se l’Iran continuerà a sparare sui manifestanti pacifici, cosa che è loro abitudine, gli Stati Uniti interverranno in loro soccorso. Siamo già pronti a partire. […]
Una dichiarazione che dovrebbe essere presa comunque con le pinze e che almeno per il momento non è stata fonte di preoccupazione alcuna per i mercati, che invece stanno continuando a seguire una scia rialzista innescata questa notte dalla buona apertura delle piazze asiatiche – in particolare quelle minori.
Un 2026 teso sul piano geopolitico?
Sì, come il 2025. La questione ucraina, che gradualmente però ha interessato sempre meno i mercati, deve essere ancora risolta, con Zelensky e gli USA che però hanno dichiarato di essere a buon punto per la formulazione di una proposta di tregua e poi interruzione definitiva delle ostilità.
In Medio Oriente rimangono aperte diverse vicende, a partire da quella iraniana e per finire anche sulle tensioni tra diversi paesi del Golfo riguardo le situazioni che stanno continuando a svilupparsi in Yemen.
Al netto di considerazioni politiche, che per ovvi motivi non appartengono a questo giornale, rimangono da considerarsi i potenziali impatti sui mercati. Per ora il grosso delle vicende di cui sopra sembrano essere abbondantemente scontate dai mercati e prive di fonti di preoccupazione eccessiva, anche per Bitcoin e criptovalute.
Rimarrà però da seguire qualunque tipo di evoluzione in termini di peggioramento dei rapporti e degli equilibri attualmente esistenti. Il messaggio di Donald Trump appare come chiaro, ma per il momento non è chiaro quali saranno le eventuali risposte e/o conseguenze.
Da seguire anche l’eventuale evoluzione delle questioni legate a Taiwan e Cina in termini di riunificazione, anche questa situazione di grande interesse per i mercati, in particolare quelli tech.
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