SDNY, tribunale federale di New York, avrebbe ordinato la vendita di alcuni Bitcoin consegnati dagli sviluppatori di Samourai Wallet, all’interno di un più complesso accordo tra le parti, risultato comunque in una condanna. Questa vendita, almeno secondo parte della stampa americana, sarebbe avvenuta in contrasto con quanto contenuto nell’Ordine Presidenziale 14233 firmato da Donald Trump, che impone alle autorità federali di non vendere Bitcoin ottenuti tramite forfeiture o sequestro.
Uno scontro politico con Bitcoin al centro? Non sarebbe certamente né il primo né l’ultimo. Ma sembra in realtà che ci sia un errore nell’ordine presidenziale di Trump che permetterebbe alle autorità federali di continuare a vendere Bitcoin ottenuti tramite appunto forfeiture o sequestro.
Cosa dice l’Ordine Presidenziale 14233?
È il famoso Ordine Presidenziale che impone alle autorità federali di non vendere i Bitcoin ottenuti in larga parte tramite sequestro. Tali Bitcoin infatti devono entrare a far parte della Riserva Strategica di Bitcoin della quale gli Stati Uniti si sono ufficialmente dotati.
“Government BTC deposited into the Strategic Bitcoin Reserve shall not be sold and shall be maintained as reserve assets of the United States utilized to meet governmental objectives in accordance with applicable law.”
Questo è quanto afferma l’ordine presidenziale, che in italiano significa:
I BTC di proprietà del governo USA depositati nella Riserva Strategica di Bitcoin non dovranno essere venduti, ma mantenuti come riserva degli Stati Uniti e utilizzati per perseguire gli obiettivi governativi, in accordo con le leggi vigenti.
E ci sono poi ulteriori caveat, perché possono essere venduti per contribuire al DOJ Forfeiture Fund, utilizzato per pagare i costi relativi al law enforcement, per pagare gli informatori e per spese relative alle investigazioni.
Pertanto quanto disposto da SDNY sembrerebbe essere pienamente regolare. Forse un po’ cavilloso, ma comunque pienamente in linea con quanto previsto con l’Ordine Presidenziale.
Scontro politico?
Potrebbe essere, ma rimane il fatto che valgono le leggi e valgono le parole inserite nell’Ordine Presidenziale, che sembrerebbero, almeno ad avviso di chi vi scrive, quanto avvenuto.
Parliamo comunque di una manciata di Bitcoin, per un controvalore di poco più di 6,3 milioni di dollari. Tali vendite sono inoltre avvenute almeno un paio di mesi fa, secondo quanto registrato sulla blockchain di Bitcoin. Il trasferimento è avvenuto verso Coinbase Prime, che è poi in genere l’intermediario utilizzato – almeno in periodi recenti – per questo tipo di attività.
La verità è che Bitcoin non ne ha bisogno
Si venderà qualche milione di dollari in Bitcoin “ancora” non nella riserva Bitcoin? Pazienza.
Bitcoin è ormai un asset solido, che non ha bisogno di certi aiutini politici. Ne abbiamo parlato nell’ultimo video pubblicato sul nostro Canale YouTube.
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Se solo quei boomer dei DEM americani capissero che BTC può portare loro più benefici che altro, anche solo elettoralmente parlando, dessero una pedata nel sedere alla cara Warren e si mettessero a fare leggi sensate, prive di conflitti di interessi… macché, toccherà aspettare un altro paio di secoli perché ci arrivino. Meglio lasciare l’intero settore al Polenta senza combattere – anzi autopugnalandosi. Polenta che nel frattempo può continuare farsi propri interessi come meglio crede, lui&figli&vassalli. Sigh!