Basterebbe guardare forse alla caduta e alla resurrezione dell’oro e dell’argento per capire che i messaggi che arrivano dai mercati non sono di quelli granché chiari. Un’assenza di chiarezza che pesa come un macigno in particolare sugli asset digitali e che per i soliti sensazionalisti è segno di uno stress molto più grande. Dato che sarà anche la settimana di importanti trimestrali, è forse il momento giusto per fare un punto della situazione sui mercati, anche in termini di aspettative.
Dalle preoccupazioni per l’AI (in entrambi i sensi), a una corsa verso asset che sono ritenuti porti sicuri, ad un ritorno di un sentiment molto negativo sulle crypto, in 5 punti tutto quello che è necessario sapere per prepararsi ai prossimi giorni.
Claude, il tuo avvocato
Ci sono due tipi di preoccupazioni derivanti dal settore AI per chi investe in azioni. La prima – più ricorrente – è che le centinaia di miliardi di investimenti diventeranno improduttivi – e le società che si sono esposte destinate prima o poi a registrare forti perdite. Non è però questa ad aver agitato i mercati nel corso degli ultimi giorni.

Lunedì Anthropic (Claude) ha presentato nuove funzionalità che potrebbero sostituire, per i più fantasiosi, un avvocato. Leggono contratti, inseriscono clausole, preparano il grosso che oggi viene affidato a esperti legali. La cosa ha scosso diverse società del mondo software, che pur con il mondo legal non è che siano così coinvolte. Basti guardare ad Adobe o a Salesforce.
Ad ogni modo, ciò che una parte di mercati teme è che il software proprietario sia sempre meno rilevante e che gli introiti delle licenze debbano necessariamente andare a scemare.
La cosa – almeno per chi vi scrive – appare come folle per due motivi: il primo è che queste aziende hanno un considerevole moat, ovvero un fossato che le protegge dalla concorrenza, anche quando automatica. Il secondo è che l’AI è uno strumento e non una società di software. Le opportunità che oggi e domani l’AI offrirà saranno integrate in certi processi (e anzi già lo sono). Perché mai Adobe non dovrebbe essere più Adobe in futuro? Facci sapere la tua sul nostro Canale Telegram.
Oro e argento: asset adeguati, mercati no
La grande attenzione che l’oro ormai riscuote anche tra i retail ha causato i primi problemi. Li abbiamo visti con ampie correzioni dopo che il CME ha aumentato i margini, segnale che non l’asset a non piacere più (avrà probabilmente una vita molto lunga), ma piuttosto i mercati a essere inadeguati per liquidità e struttura a sostenere questa rinnovata attenzione.

Lo stesso vale per argento, rame e per il resto dei metalli preziosi dei quali il nostro direttore Alessio Ippolito vi parla da tempo qui.
Gli appassionati del mondo crypto conosceranno già le difficoltà nel gestire mercati con contratti a leva. E se ne saranno accorti anche il 10 ottobre, quando è stato proprio il mercato perp futures a mostrare inadeguatezza.
Saltare il software
Una delle discussioni più intelligenti sul futuro dell’Europa è probabilmente la seguente: con ritardi accumulati in 30 anni, è impossibile mettersi a gareggiare nel campo del software. SAP tra le altre cose non se la passa benissimo e probabilmente – se dovessero continuare le preoccupazioni di cui sopra – entrare in un mercato in decadimento potrebbe non essere la più brillante delle idee.
Non riguarda i mercati sul breve, ma è evidente che il futuro è altrove.
Preoccupazioni per il dollaro sono credibili?
Nel giro di un anno il DXY, l’indice che confronta l’andamento del dollaro contro un paniere di valute solide e diffuse a livello globale, è passato da 108 a 97,5. È un calo sostanzioso, di poco meno del 10%. È un segnale forte, che politicamente ha dato già luogo a mille interpretazioni.

Con Federal Reserve che sembrerebbe essere intenzionata a una stance un po’ più hawkish di quanto ci si aspettasse per il 2026, continuerà questa corsa al ribasso?
Occhio al Giappone
Domenica si vota in Giappone – e almeno su alcuni mercati gli occhi saranno puntati sui risultati che verranno fuori dalle urne. Appare come scontata la vittoria del primo ministro in carica Takaichi Sanae.
Il punto però – come abbiamo già analizzato su queste pagine, riguarda lo scarto con il quale il partito attualmente al governo vincerà. Ci sarà un ampio mandato popolare per un programma fiscalmente molto espansivo?
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