Non sappiamo ancora se si tratti di una resa, ma quanto riporta Reuters è indice di un cambio di passo. Il prossimo 16 febbraio i ministri delle finanze dell’Eurozona si incontreranno per discutere il rafforzamento dell’euro sullo scenario finanziario globale, anche in chiave anti-dollaro. Un incontro che verterà – questo il primo tema citato dall’agenzia di stampa, anche sulle stablecoin. Tutto questo mentre ormai da mesi c’è un’incessante campagna da parte di BCE per l’Euro Digitale, che avrebbe dovuto costituire la soluzione ideale per contrastare il dominio delle stablecoin legate al dollaro.
Si tratterebbe di colloqui per il momento consultivi, che riguarderanno tra le altre cose i passi necessari per l’unificazione dei mercati finanziari. Si parlerà anche di emissione congiunta di debito, per quanto dal reportage di Reuters non emergano i termini della vicenda.
Stablecoin: le banche in prima fila
D’altronde diversi dei principali gruppi bancari dell’Eurozona sono in prima fila per l’emissione di stablecoin legate all’euro. BBVA ha recentemente annunciato il suo ingresso nel consorzio Qivalis, che emetterà (con la partecipazione di 12 grandi banche europee) una stablecoin con riserva legata proprio all’euro.
La francese Société Générale è già attiva sul mercato con EURCV, così come è attiva Allunity (con una partecipazione indiretta di Deutsche Bank). Un settore dove i privati stanno cercando di fare molto, e che presto – se i colloqui dovessero muoversi nella giusta direzione – potrebbero ricevere anche il sostegno da parte delle autorità pubbliche.
La minaccia costituita dalla potenziale diffusione delle stablecoin legate al dollaro è concreta, almeno secondo le principali autorità europee. Minaccia che è uno dei punti principali di propaganda a favore dell’Euro Digitale da parte di BCE, che proprio in questi mesi dovrà convincere la politica europea della bontà dell’intuizione.
Non è chiaro per il momento se possiamo parlare di una sorta di resa – con i ministri delle finanze dei paesi dell’Unione che potrebbero preferire tecnologie pubbliche, già testate, che sono utilizzate in altre aree geografiche con enorme successo.
Rimangono però dei nodi importanti, a partire dalla potenziale fuga dai depositi bancari. Una questione che è di grande preoccupazione per le associazioni di rappresentanza dei gruppi bancari tanto negli USA quanto in Europa.
Altre discussioni all’ordine del giorno
Ci saranno altre discussioni all’ordine del giorno, compresa una non meglio specificata questione del debito di emissione congiunta, altro pallino (principalmente italiano e degli europeisti), che però storicamente ha sempre incontrato degli ostacoli politici importanti.
Il leitmotiv sembrerebbe essere quello del tentativo di affrancarsi, almeno parzialmente, dal dollaro USA, tenendo anche conto dei recenti attriti politici ed economici con Washington.
Fonte: Reuters.
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