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Bitcoin: difficoltà a picco, -11%. Mai così male dal ban della Cina

Correzione importante, che dipende dal prezzo, ma non solo.

Mai così tanto da quando la Cina proibì ufficialmente il mining sul suo territorio. La difficulty del mining Bitcoin si è abbassata dell’11,6%, riduzione storicamente importante e che però è parte del normale funzionamento del network di BTC, un network che – è qui una parte enorme della sua eleganza – è in grado di adattarsi a condizioni esterne e interne che mutano. Prima di preoccuparsi: non è un problema. Al contrario, è l’ennesima testimonianza del fatto che Bitcoin è stato ben progettato ed è in grado di resistere anche in condizioni di relativa difficoltà.

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Il tempo medio di produzione di blocchi durante l’ultima fase è stato di 11,4 minuti e dunque superiore di 1,4 minuti alla media che il network cerca di mantenere, che è di 10 minuti.

Perché la difficulty scende

Nelle intenzioni del network di Bitcoin dovrebbe esserci un blocco prodotto in media ogni 10 minuti. Dato il particolare meccanismo per la produzione dei blocchi, questa media può essere disattesa anche per periodi relativamente lunghi.

Produrre un blocco vuol dire infatti calcolare una combinazione che deve essere inferiore a una certa soglia – e per calcolarla vengono realizzati calcoli a velocità molto importanti da macchine specializzate, quelle che appunto utilizzano i miner.

Tendenzialmente al crescere della potenza e del numero delle macchine impiegate nel mining Bitcoin, la produzione del blocco diventa più rapida. E al diminuire delle macchine e della potenza di calcolo complessiva destinata al network, il contrario.

  • Come si fa a rimanere intorno ai 10 minuti?

Il network di Bitcoin è in realtà in grado di auto-aggiustarsi. Ogni 2.016 blocchi (che equivalgono più o meno a 2 settimane), il sistema verifica la media per la produzione dei blocchi e:

  • Quando è inferiore ai 10 minuti aumenta la difficoltà di produzione dei blocchi;
  • Quando è superiore ai 10 minuti diminuisce tale difficoltà.

Ma cos’è la difficoltà?

Per essere considerato valido, un blocco di nuova produzione deve includere soltanto transazioni valide, deve fare riferimento al blocco precedente e deve realizzare un hash che sia inferiore a una certa soglia.

Tale soglia è la difficulty e più bassa è tale soglia, più è “difficile” trovare il numero in questione. È un meccanismo piuttosto banale – oggi che lo conosciamo – ma che fu ai tempi del lancio di Bitcoin una delle tante intelligenti chicche inserire nel funzionamento di BTC.

E perché è un problema se si abbassa?

Non lo è. La difficulty che si abbassa però è segnale del fatto che tanti miner sono probabilmente andati offline, vuoi perché il prezzo di Bitcoin è sceso in modo importante durante le ultime settimane (quindi rendendo il mining meno redditizio), vuoi perché ci sono stati anche importanti problemi di maltempo negli USA che hanno costretto alcuni miner a interrompere le operazioni.

Andamento hashrate Bitcoin. Fonte: CoinQuant

Nel complesso comunque l’hashrate destinato a Bitcoin – che è poi uno dei fattori che ne aumentano la sicurezza – è comunque in salita verticale da anni – e le correzioni di questo ultimo periodo, per quanto significative, sono comunque non ancora motivo di allarme.

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