Sessione europea raggiante, almeno rispetto alle sue solite medie, con Bitcoin che prova a recuperare i 68.000$ e le alt che performano ancora meglio. Al netto di quanto continuerà la ripresa, è bene fermarsi a ragionare su due diversi dati macro che ci aspettano oggi, giovedì 12 febbraio – e domani, venerdì 13 febbraio.
Al netto dei buoni movimenti di breve, che seguono quelli delle borse europee, i fatti su cui ragionare sono due. Il primo è quello delle richieste di sussidi di disoccupazione, che conosceremo oggi alle 14:30. Domani invece appuntamento con la CPI, doppia misura dell’inflazione sia classica sia core – che potrebbe dirci di più sul punto in cui ci troviamo nel cammino verso la normalità.
Lavoro: ieri tutto ok, oggi?
Le preoccupazioni principali di Federal Reserve rimangono legate al mondo del lavoro. I dati di mercoledì sulla disoccupazione hanno però restituito una sorpresa importante: la disoccupazione scende (e non sale, come da previsioni), per quanto in modo modesto, fotografando un mercato del lavoro che è più forte di quanto raccontino gli analisti da social.

Oggi però servirà una conferma da un altro dato, quello sulle richieste di sussidio di disoccupazione. Le previsioni sono intorno a 222K, mentre invece il dato precedente era a 231K.

Venerdì inflazione, anche se non è la lettura preferita di Fed
Venerdì, sempre alle 14:30, avremo a disposizione tutti i dati che riguardano l’inflazione CPI. Si tratta di una lettura che però non è la più importante per Federal Reserve, dato che la banca centrale americana preferisce quanto offerto invece dal PCE, che indica i movimenti dei prezzi per il consumatore finale.

Sarà comunque molto importante analizzare il dato. Ci sarà un ritorno in direzione del 2%? La lettura precedente è stata a 2,7% per la classica e al 2,6% per la core.
Ora le previsioni indicano la possibilità di andare a 2,5% per entrambe. Un dato ancora più basso sarebbe un ottimo segnale per tutti gli asset risk on.
Bitcoin e crypto tengono nonostante la brutta performance dell’azionario di comparto
È stata una brutta giornata per l’azionario di comparto, che ha pagato le difficoltà di BlockFills, che non è chiaro se diano o meno luogo a un effetto contagio. Il gruppo gestiva volumi importanti per taluni investitori e player istituzionali e per il momento ha tolto la possibilità di versare e prelevare “date le condizioni di mercato”.
È una situazione che continueremo a monitorare sulle nostre pagine e anche sul nostro Canale Telegram Ufficiale.
Dal lavoro anche altri dati
Dal lavoro ci sono però anche altri dati. Nel 2025 gli USA hanno aggiunto soltanto – a dato revisionato – 181.000 posti di lavoro, che è la performance peggiore dal 2023, fatta eccezione per le grandi recessioni dovute al COVID e al 2008.
È un dato importante? Sì, anche se è difficile farlo combaciare sia con una disoccupazione tutto sommato stabile, sia con un’economia che corre.
Seguiremo anche questo molto da vicino – perché sarà quasi certamente parte del novero di dati che Fed utilizzerà per le sue prossime decisioni.
Prossime decisioni che appaiono però molto scontate: di possibilità di tagli per marzo ce ne sono davvero poche, come testimonia FedWatch Tool.
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