Non esiste mercato ribassista che si rispetti senza le classiche ondate di FUD, acronimo che sta per Fear Uncertainty Doubt, che si verificano ogni volta che il prezzo di Bitcoin inizia a perdere qualche punto percentuale. Come un orologio svizzero, nelle fasi più delicate di maggiore incertezza, tornano a diffondersi narrative catastrofiche, titoli allarmistici di giornali mainstream ed interpretazioni estreme che inducono gli investitori più suscettibili a prendere decisioni sbagliate.
Lo vediamo da tanti indicatori come in questo momento sul mercato crypto regni un clima di pessimismo e di sfiducia collettiva, seppur i fondamentali di Bitcoin e dei top assets siano rimasti invariati. Questo ovviamente pesa sull’andamento dei prezzi, ma risulta anche un’opportunità per chi sa guardare oltre le apparenze e pensare in maniera diversa dalle masse. Vediamo la situazione più nel dettaglio.
FUD e sentiment del mercato: perché il prezzo di Bitcoin sta scendendo?
Uno dei fattori che più verosimilmente sta influenzando la direzione dei prezzi di Bitcoin nel breve termine è il pessimo sentiment che popola le piazze di scambio crypto. Dalle lettere di Epstein ed il presunto collegamento con Satoshi, passando per il quantum FUD ed arrivando alle voci di corridoio infondate circa l’insolvenza di exchange e piattaforme: tanto rumore che complica la price action ed aumenta la pressione di vendita da parte dei retail e degli investitori più sensibili.
Addirittura, c’è chi, come di consueto, ogni 4 anni torna ad ipotizzare (o meglio dire a gridare in piazza) la “morte di Bitcoin”, interpretando una fase di debolezza sui grafici come un segnale di uscita definitiva dalla scena finanziaria. Inutile dirvi che si tratta di voci poco attendibili che nascondono una posizione palesemente di parte, il cui unico interesse è mettere in cattiva luce il mondo crypto.
Anche noi siamo chiaramente di parte, ma quantomeno cerchiamo di raccontarvi le cose come stanno realmente, nel bene o nel male, come qualsiasi testata giornalistica dovrebbe fare per ovvie ragioni. Del fatto che Bitcoin sia stato dichiarato morto più volte negli ultimi giorni, ne abbiamo discusso in questo recente video, portando qualche dato alla mano.
Il sentiment condiziona le scelte dei retail ed indebolisce Bitcoin
Mentre scriviamo, il Fear and Greed Index di Alternative.me, segna un punteggio di appena 5 su 100, un valore molto raro da vedere anche in condizioni di mercato non troppo floride. Chiaramente un sentiment così basso da parte degli operatori, calcolato su una media che tiene conto di una varietà di fattori tra cui prezzi, social engagement, volatilità, dominance, porta indirettamente a destabilizzare Bitcoin.
Questo perché il pubblico retail, che non a caso è spesso definito “il parco buoi dei mercati” tende ad essere emotivamente partecipe delle narrative di mercato e si lascia influenzare dal sentiment dominante. Ed in condizioni di forte FUD, come accaduto nelle ultime settimane, questo scenario finisce per aumentare la pressione di vendita degli investitori limitando l’ampiezza degli upside o i tentativi di rimbalzo.
Poi tendenzialmente quando il FUD raggiunge livelli estremi, questo induce gli stessi retail in errore. Proprio nella giornata di ieri, gli short-term holders di Bitcoin, cioè gli operatori attivi nel breve periodo (etichettabili come retail), hanno movimentato un gran numero di coins in perdita, appena prima di un rimbalzo tecnico del mercato. In totale hanno portato su exchange ben 28.000 BTC, verosimilmente per vendere posizioni con PNL negativo.

Sentiment pilotato dai poteri forti? Chi comanda Bitcoin?
Non vogliamo utilizzare la stessa bassezza intellettuale che utilizzano i detrattori di Bitcoin. Rimane certamente curioso il fatto che ogni tot tempo sul mercato si verifichino campagne di FUD coordinate tra vari influencers X e media, ma non ci sono prove tangibili per affermare che qualcuno stia effettivamente manipolando artificialmente il sentiment degli investitori.
Non ha neanche così senso cercare la verità in quanto non ci aiuterà a migliorare le nostre decisioni operative, mentre il rischio più grande è quello di creare confusioni. Piuttosto, in maniera molto più banale, saremmo meglio iniziare a muovere in ottica contrarian, quando capiamo che si sta diffondendo un clima esagerato rispetto a quelle che sono le condizioni reali del mercato.
Come approfittare del FUD e del sentiment negativo su Bitcoin?
Ci sono diversi modi per capire quando vi sia un eccesso di pessimismo su Bitcoin, e di conseguenza quando troviamo le migliori opportunità di posizionamento. Il metodo più immediato è guardare il Fear and Greed, ed acquistare ogni volta che il punteggio scende sotto quota 10: è una semplice strategia che nel lungo periodo (non nel breve) porta i suoi frutti.
Oppure si possono osservare i dati di social engagement su piattaforme come Santiment, che ci mostrano quando la folla inizia a prendere una posizione estrema sul mercato, segnale tendenzialmente di possibile inversione. Ancora, quando il funding rate sulle borse futures raggiunge livelli negativi (rari da vedere) o livelli positivi superiori allo 0,05% su Bitcoin, vuol dire che probabilmente siamo in una zona di esuberanza nel comportamento degli investitori.

Un altro modo più spartano è guardare a come il pubblico non-crypto reagisce alle notizie e ai movimenti di mercato. Se giornali e media mainstream iniziano a pubblicare articoli o notizie in cui Bitcoin viene dipinto come uno scam o un esperimento in via di declino, o peggio ancora come un asset morto…beh quello è già un segnale importante.
In ogni caso, qualunque sia il metro di giudizio, quanto tutto il mondo esterno è in panico per il “crollo” dei mercati ed iniziano a diffondersi pareri dissonanti, un saggio consiglio potrebbe essere prendere spunto dall’approccio del nostro direttore Alessio Ippolito. Al link trovate il pezzo del suo ultimo substack, in cui vi mostra come si sta muovendo in questo momento così delicato. Buona lettura!
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