Ieri si è chiusa con una seduta negativa per i mercati americani, dominata dalle vendite sul comparto tecnologico e le crypto a partire da Bitcoin con un -1,24% sono andate a ruota mentre Ethereum è rimasto positivo con un +0,34%. Le altcoin si sono mosse in ordine sparso, ma con ribassi contenuti.
Wall Street in calo pesa su Bitcoin e crypto
L’S&P 500 ha perso -1,57% a 6.851, mentre il Nasdaq 100 ha ceduto -2,06%, risultando l’indice più colpito. Anche il Dow Jones ha registrato un calo del -1,34% con il Russell 2000 in flessione del -2,01%.
Al ribasso ha contribuito la pubblicazione del dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli USA scese a 227.000, risultato inferiore rispetto alla settimana precedente ma sopra le attese(222.000), suggerendo un mercato del lavoro meno dinamico. Questo, insieme alla persistenza di timori sull’impatto costi dell’intelligenza artificiale, ha contribuito alla pressione al ribasso di Wall Street.
Oggi sarà pubblicato il core CPI di gennaio, l’indicatore principale dell’inflazione. Atteso a +0,3% mensile e +2,6% annuo, in linea con dicembre. Un dato stabile rafforzerebbe l’ipotesi di pausa della Fed.
Indici USA in rottura ribassista con Nasdaq osservato speciale

Nel grafico allegato si può osservare come tutti e tre i principali indici abbiano rotto al ribasso i rispettivi supporti di breve segnati con le trend azzurre tratteggiate. Oggi l’apertura notturna dei future è in negativo e la situazione più delicata è quella del Nasdaq, che potrebbe avviare il mercato a una discesa più profonda.
Mag 7 e tech trascinano il ribasso
Le Magnificent 7 hanno guidato la discesa. Apple ha lasciato sul terreno oltre il -5%, Tesla è stata tra i titoli più deboli a -2,44%, mentre Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Nvidia hanno chiuso tutte in territorio negativo. Il loro peso specifico sta amplificando la pressione sul Nasdaq.
Crollo anche di argento e oro

Ieri l’oro e l’argento sono crollati drasticamente. L’oro è sceso del 3%, scivolando sotto i 5.000$/oz, mentre l’argento ha subito un tracollo del -11%. Il loro ribasso è in atto dai picchi di volatilità che li avevano portati ai record storici di fine gennaio.
Tutti i metalli preziosi stanno rientrando e, come si può vedere nel grafico allegato nella sezione a sinistra, l’oro da inizio 2026 è a +13%, mentre l’argento ha subito un drastico ridimensionamento, passando da un picco di +50% all’attuale +7%.
Bitcoin in test sul supporto chiave
Attualmente Bitcoin (BTC) quota 66.400 USDT. Nel grafico daily riportiamo l’andamento dai massimi di inizio anno a 97.950 USDT, da dove è iniziata la fase di contrazione del prezzo, ben visibile sul grafico.

Ieri ha chiuso in calo del -1,20% e va notato che da tre giorni sta testando l’area supportiva dei 66.000 USDT. Si tratta del supporto di breve termine e una perdita di quest’area con chiusura daily inferiore potrebbe riavviare una fase di contrazione del prezzo.
Sul lato rialzista, la prima resistenza passa in area 72.000 USDT, con successiva fascia compresa tra 74.500 e 75.400 USDT. L’indicatore RSI continua a essere piatto, senza particolari indicazioni operative.
Ethereum sotto pressione sul supporto
Analizzando Ethereum (ETH) sul grafico daily, si osserva come a sua volta stia testando l’area di supporto di breve termine a 1.950 USDT da tre giorni.

Attualmente quota 1.938 USDT e ha più volte violato il livello in intraday, per poi chiudere in prossimità dell’area supportiva. La tenuta è fondamentale, perché una discesa confermata potrebbe avviare una contrazione più rilevante. Allo stato attuale, il primo livello di resistenza di ETH passa a 2.440$ a circa un +15% rispetto al prezzo attuale.
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