Buona l’apertura della sessione di New York, almeno per il settore crypto. Su tutti o quasi gli asset digitali, su anche tutte le azioni del comparto, letteralmente martoriate dagli orsi nel corso di febbraio. Un rimbalzo che arriva dopo che il grosso dei giornali, erroneamente, ha parlato di trimestrali deludenti da parte di Coinbase.
Un pomeriggio di quelli bizzarri, dopo la pubblicazione di dati sull’inflazione migliori delle aspettative, che hanno riportato i mercati a prezzare con maggiore convinzione la possibilità di 3 tagli per il 2026. Degli indici USA a correre però non sono i più blasonati, ma quelli che raccolgono, come vedremo più avanti, mid e micro cap.
Un pomeriggio per gli amanti del rischio?
Situazione di relativa volatilità che probabilmente ci accompagnerà fino a fine seduta, prima del weekend lungo del President’s Day. Il 16 febbraio non si farà trading, almeno negli USA, ma questo non sembrerebbe aver fermato il tentativo di recupero da parte delle martoriate azioni del comparto crypto.
Guida la riscossa Coinbase – dopo che il grosso della stampa e degli analisti ha frainteso le trimestrali, che almeno ad avviso di chi vi sta scrivendo dimostrano forza e resilienza del gruppo, anche durante un trimestre non brillante. Il gruppo ha chiuso sì con delle perdite ingenti, ma soltanto per la contabilizzazione delle perdite non realizzate su Bitcoin, mentre sul fronte operativo, anche in presenza di qualche difficoltà per un trimestre poco brillante delle crypto, il gruppo continua a diversificare in modo importante la sua attività.
- Curiosa correlazione aumentata tra BTC e micro-cap
Dato che ci stiamo concentrando anche sulle correlazioni, è curiosa quella praticamente 1:1 tra Bitcoin e IWC, che raccoglie le micro-cap quotate negli Stati Uniti.

Negli ultimi 7 giorni la correlazione è di 0.9, segnando un percorso pressoché parallelo tra il principale degli asset digitali e l’indice per chi ama le piccole imprese quotate.
Situazione solo leggermente meno correlata invece tra Bitcoin e IJR, seguendo S&P Small-Cap 600, altro indice che raccoglie e sintetizza l’andamento di 600 titoli USA a bassa capitalizzazione.

Qualcosa di interessante che sarà oggetto anche di analisi nel corso del weekend che ci aspetta.
Lunedì borse USA chiuse
Ne approfittiamo per ricordarvi che il 16 febbraio non ci sarà trading negli States né sulle azioni né sulle opzioni (e sugli ETF), dato che ricorre il President’s Day.
Si avvia dunque dopo la chiusura di oggi un weekend lungo che sarà probabilmente corredato di volumi contenuti, con tutto quello che ne consegue.
Continueremo a seguire l’andamento di una giornata molto particolare in borsa (con Nasdaq e S&P 500 pressoché piatti) – e con i piccoli che stanno recitando la parte dei leoni dopo i dati sull’inflazione. Puoi seguire insieme a noi la giornata anche sul nostro Canale Telegram.
In aumento ipotesi tre tagli per il 2026
Dopo i dati sull’inflazione di oggi aumentano le quotazioni sui mercati per i tre tagli di Federal Reserve da qui a dicembre 2026.

Si tratta comunque di previsioni che in genere risentono in modo eccessivo dei dati di più recente pubblicazione e che invitiamo tutti a prendere cum grano salis.
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