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Bitcoin in calo con Treasury in discesa: quale sarà la prossima mossa della Fed?

Crypto in forte ribasso mentre azioni ai massimi. Rendimenti obbligazionari in calo e attesa Fed. Cosa dicono i segnali e cosa aspettarsi da Bitcoin

L’attuale fase dei mercati finanziari è caratterizzata da una netta decorrelazione tra l’andamento delle crypto, in forte ribasso ormai da 5 mesi, rispetto ai mercati azionari sempre in area dei rispettivi massimi. Proprio in questa settimana, hanno registrato nuovi ATH il Dow Jones negli Stati Uniti e l’EuroStoxx in Europa.

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Disallineamento tra crypto e Indici azionari

La debolezza delle crypto lo possiamo osservare chiaramente da questo grafico a partire dal 2025, che mostra una netta divergenza rispetto agli altri asset finanziari. L’oro e argento registrano le performance migliori, con l’argento a +160% seguito dagli indici azionari con il Dax a +24,50% seguito dal Nasdaq a +15%. I due peggiori risultano Bitcoin seguito da Ethereum una perdita del -42%.

Andamento asset finanziari dal 2025
Andamento asset finanziari dal 2025

In questo scenario rimane sullo sfondo costante l’attenzione verso le decisioni della Federal Reserve e futuri possibili tagli dei tassi di interesse. In questa settimana si sono susseguiti cambi di sentiment al rilascio di ogni dato macroeconomico. Inoltre è alta l’incognita del nuovo approccio che avrà il nuovo presidente designato, Kevin Warsh.

Rendimenti in calo e aspettative sulla nuova Fed

Possiamo osservare l’andamento dei titoli di Stato globali, in calo sia negli Stati Uniti sia in Europa, per orientarci sulle aspettative di politica monetaria dei mercati. La discesa dei rendimenti suggerisce che il mercato stia prezzando un approccio meno restrittivo.

Tuttavia questo non basta per trarre conclusioni definitive, perché i rendimenti scendono anche per altri fattori macroeconomici.

Normalizzazione della curva

Il grafico allegato evidenzia il calo dei rendimenti dei Treasury USA sia sul 2 anni sia sul 10 anni. Il biennale si muove in chiaro downtrend in area 3,41%, mentre il decennale quota intorno al 4,05%.

Nella parte inferiore, lo spread 10Y–2Y è tornato positivo a +0,64%, indicando che il rendimento a lungo termine è nuovamente superiore a quello a breve. Questo ritorno in territorio positivo segnala una fase di normalizzazione dopo l’inversione del 2022–2023.

Storicamente, il ritorno a una configurazione positiva avviene quando il mercato inizia a prezzare un rallentamento dell’economia e possibili future riduzioni dei tassi, con aspettative di minore pressione monetaria nel medio termine.

Tassi della Fed, liquidità e crypto

Il movimento dei rendimenti è strettamente legato alle aspettative sui tassi della Federal Reserve. Le crypto in particolare, sono molto sensibili alla liquidità globale, tassi alti significano minore leva finanziaria, minore appetito per il rischio e flussi più contenuti verso il settore.

Segnali convergenti dai mercati obbligazionari europei

Rendimenti OAT - BTP - BUND
Rendimenti OAT – BTP – BUND

Abbiamo una situazione in cui anche i rendimenti dei titoli di Stato europei ci offrono una conferma dello scenario già osservato negli Stati Uniti.

Il Bund tedesco si muove intorno al 2,76%, mentre Francia e Italia viaggiano rispettivamente in area 3,35% e 3,40%, tutti in fase di discesa. Questo andamento è coerente con il calo dei Treasury americani e rafforza l’idea che i mercati stiano prezzando un rallentamento della crescita e politiche monetarie meno restrittive.

OAT - BTP BUND
OAT – BTP BUND

Riportiamo anche un grafico dell’andamento dei prezzi dei decennali europeo: OAT francese, Bund tedesco e BTP italiano. I tre grafici appaiono impostati per un ulteriore allungo rialzista. In particolare, l’Italia è quella che sta performando meglio ormai da alcuni mesi.

Bitcoin e tassi Fed le dinamiche grafiche

In allegato riportiamo una panoramica grafica di lungo periodo dove si può osservare la relazione tra l’andamento di Bitcoin con il tasso effettivo dei Federal Funds. Si osserva che le fasi di forte espansione di BTC coincidono con periodi di tassi bassi o politiche monetarie accomodanti, come dopo il taglio del 2020.

Al contrario, l’aumento aggressivo dei tassi tra il 2022 e il 2023 ha accompagnato una fase di pressione e consolidamento del prezzo. Però nella fase più recente, nonostante la stabilizzazione dei tassi, Bitcoin ha perso circa il 40% da ottobre, segnalando un contesto fragile. Tuttavia queste dinamiche e risposte ai movimenti dei tassi si costruiscono nei mesi.

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