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Bitcoin: liquidazioni per $230 milioni nella notte – tutto si gioca su QUESTI livelli di prezzo!

Altre perdite per gli investitori esposti long su bitcoin: ecco i dati delle liquidazioni ed i livelli chiave da monitorare.

Durante le ultime 24 ore si sono consumate liquidazioni per $230 milioni solamente su Bitcoin (BTC), a cui si aggiungono altri $270 milioni circa su Ethereum e sulle altcoin. Il dato in sé non è così preoccupante se paragonato ad altri movimenti ribassisti registrati a febbraio e nel corso degli ultimi mesi, ma spaventa comunque gli investitori, già martoriati dai continui drawdown e da un clima emotivo particolarmente pessimista sui mercati.

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L’outlook speculativo continua ad essere incerto: c’è chi sostiene che siamo vicini ad un bottom e chi dice che ci aspettano altre candele rosse sui grafici. In questo articolo cerchiamo di fare una disamina dei livelli che oggettivamente rappresentano quelli più interessati ed attenzionati nel breve/medio periodo.

Bitcoin: liquidazioni futures toccano $230 milioni

Tra l’1:00 e le 3:00 della scorsa notte Bitcoin ha registrato un calo del -4,8% circa, passando dai $67.500 ai $64.200 in un sell-off concentrato e profondo che ha scatenato parecchie liquidazioni. Sui mercati futures si osservano a tal proposito $230 milioni di posizioni evaporate ($200 milioni long, $30 milioni short), di cui una singola liquidazione avvenuta su HTX per un valore di $61,5 milioni.

In totale, secondo i dati Coinglass,146.141 traders hanno registrato perdite con l’ultimo ribasso, per una cifra complessiva che supera i $500 milioni se consideriamo anche tutto il panorama altcoin. Sono numeri certamente importanti, ma che nei mercati finanziari (anche quelli relativamente piccoli come quelli crypto) rappresentano noccioline.

Appena poche settimane fa, durante il ribasso del 5 febbraio, ci sono state liquidazioni long per $1,8 miliardi, anticipate da altri $2,4 miliardi il 31 gennaio durante il breakdown di Bitcoin sotto la soglia degli $80.000.

Liquidazioni Bitcoin e crypto
Liquidazioni Bitcoin e cryptoFonte dati: https://www.coinglass.com

Paura estrema sui mercati: quali livelli guardare?

Nonostante l’entità modesta delle liquidazioni, gli investitori sembrano letteralmente terrorizzati dalla price action di Bitcoin. L’indice della paura ed avidità segna quota 5, un livello che evidenzia tanta tensione sulle borse crypto, e che in poche occasioni abbiamo avuto il privilegio di poter leggere sugli indicatori.

Soprattutto tra chi ha comprato negli ultimi 6 mesi, quindi con prezzi che vanno dai massimi di luglio ai minimi locali attuali, vediamo una condizione di perdite non realizzate molto profonda, simile a quella osservata durante i minimi dei cicli precedenti. È chiaro che in questo momento c’è parecchio timore di ulteriori ribassi, e gli investitori cercano di aggrapparsi sui livelli tecnici più solidi.

NUPL short-term Bitcoin
NUPL short-term BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Innanzitutto, sicuramente il primo livello da tenere sotto osservazione è quello dei $64.000, dove i traders hanno costruito esposizione long in seguito al drop notturno. In questa zona troviamo al momento circa $100 milioni di posizioni che potrebbero saltare nel caso di un altro affondo. Da notare anche come durante il calo delle ultime ore, i venditori allo scoperto hanno shortato aggressivamente Bitcoin,  aumentando progressivamente gli short man mano che il prezzo scendeva.

Non a caso vediamo proprio la formazione di varie zone di liquidazione sotto i $67.000, di cui già una buona parte fatte saltare durante il rimbalzo mattutino.

Mappa liquidazioni Bitcoin
Mappa liquidazioni BitcoinFonte dati: https://www.coinglass.com

I livelli di liquidazione più importanti per un rialzo di Bitcoin

Dal 20 gennaio sui futures di Bitcoin gli investitori hanno iniziato ad aumentare la propria partecipazione short, come si evince dalle metriche. L’open interest si è contratto moltissimo, assieme ad una pressione dominante dei taker sell ed un funding rate che ha toccato addirittura territorio negativi, segnalando una dominanza della leva dalla parte ask.

Ora i prezzi si trovano sul POC della sessione avviata ad inizio 2026, ossia su una zona dove il mercato ha scambiato e costruito tanto valore. Il primo livello interessante dove i tori troverebbero un assaggio di fiducia è quello dei $69.000, dove leggiamo circa $300 milioni di liquidazioni potenziali. A seguire, un recupero dei $73.000 rafforzerebbe il costrutto di bottom del 5 febbraio, oltre a portare altre liquidazioni dannose per gli short.

Il vero punto focale nel breve periodo però rimane la zona compresa tra i $75.800 ed i $77.000, dove si concentrano tante posizioni e dove il mercato si avvicinerebbe a recuperare un’area chiave per lo stato di salute di tanti operatori. Riprendere infine il controllo degli $85.000, sarebbe un segnale di forza notevole, soprattutto se dovesse arrivare in tempi abbastanza celeri.

Metriche futures Bitcoin
Metriche futures Fonte dati: https://legend.coinglass.com

I livelli di supporto da osservare

Dall’altro lato, non ci sono grossi livelli da monitorare in relazione a nuove possibili liquidazioni long, essendo l’esposizione a rialzo tramite futures estremamente ridotta in questo momento. Chiaramente la soglia psicologica dei $60.000 rappresenta un prezzo chiave che funge da supporto, e che se rotto aumenterebbe i rischi di propagazione ribassista oltre il bottom locale.

Molto più interessante però il livello dei $54.800, che si configura come il realized price medio di Bitcoin, ossia il prezzo medio aggregato a cui i BTC sono stati scambiati l’ultima volta on-chain. Quel valore rappresenta un po’ la base di costo della rete, e solo per breve periodi di tempo è stato bucato in passato, oltretutto proprio negli atti conclusivi dei bear market.

Realized price Bitcoin
Realized price BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

C’è ancora ovviamente il rischio di una continuazione dei ribassi, nonostante siamo arrivati ad una fase di esaurimento e di eccesso della pressione ribassista. Il posizionamento degli investitori, anche nelle borse delle opzioni, rimane ancora cauto e difensivo, con poche scommesse direzionali rialziste ed un pricing della volatilità molto instabile.

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