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Usa, Iran, Israele: mercati “crypto” APRONO tutto. Bitcoin, ma anche oro, argento, azionario!

Dalla nuova guerra un'analisi anche sulla struttura dei mercati, che il mondo crypto ha cambiato per sempre

Ci sono diverse considerazioni da fare anche per capire la struttura dei mercati nel loro complesso – e che tipo di contributo all’aggiustamento dei prezzi globali stiano dando le infrastrutture crypto. L’attacco di Israele e USA all’Iran è arrivato – come mosse simili precedenti – dopo la chiusura delle borse e durante il weekend, con impossibilità dunque per gli asset classici di rispondere allo sviluppo degli eventi. Crypto e oro però sono aperti, con il secondo che può essere contrattato appunto in forma tokenizzata. Questo ci dice molto non solo di come i mercati hanno recepito la notizia, ma anche di quanto necessario sia passare a un regime 24/7, almeno per le piazze importanti.

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Non solo Bitcoin e crypto – che hanno corretto – ma anche oro tokenizzato. Mentre il mondo del trading classico è fermo a 50 anni fa anche in termini di aperture e chiusure, chiunque voglia avere una fotografia di cosa sta succedendo, è all’infrastruttura crypto che deve guardare.

Mentre il mondo dorme

Il tempismo nei grandi stravolgimenti geopolitici è sempre o quasi dettato dall’avere il più basso impatto possibile sui mercati. È questa una delle possibili giustificazioni alla scelta – ormai quasi fissa – di partire con certe operazioni alle prime ore di sabato.

Non solo sono chiuse le borse che permettono di scambiare azioni, ma sono chiuse anche le principali piazze dei futures. CME/Comex e compagnia non hanno contratti in scambio in questi orari e riapriranno soltanto domenica alle 23:00 ora italiana. In questo buco gigantesco c’è chi però continua a offrire scambi. È il mondo crypto, dove tra exchange centralizzati e venue decentralizzate, è comunque possibile continuare a fare trading, prezzando così come intelligenza collettiva gli eventi che si sono verificati.

  • Bitcoin e crypto

Con buona pace di chi non ha capito ancora come funzionano i safe haven, gli asset rifugio, Bitcoin e crypto non lo sono. Al diffondersi delle notizie, la correzione c’è stata, per quanto per il momento sembri essersi assestata.

Verità fattuale: Bitcoin e crypto si comportano (ancora) come asset risk-on in questi contesti. Probabilmente assorbono un colpo più forte del dovuto anche perché sono gli unici asset scambiabili in questo periodo.

  • Oro

Il fatto che il CME sia di fatto chiuso crea qualche problemino di prezzo, per quanto le piazze dove si scambia l’oro sono tante, variegate e qualcuna anche aperta.

L’andamento di PAXG – oro tokenizzato da Paxos

Anche qui in soccorso però arriva il mondo crypto, dove l’oro viene scambiato in forma tokenizzata e con riserva. I grafici di XAUT (di Tether) o di PAXG possono essere utili per capire come i mercati in realtà abbiano considerato la notizia, ovvero come un innesco di una fase risk-off e di corsa verso gli asset considerati rifugio.

Il caso dell’azionario: Hyperliquid

Hyperliquid offre accesso, tramite terze parti, anche a indici USA, che sono replicati in forma di futures perp. La reazione è stata relativamente modesta, nonostante si tratti comunque di mercati poco liquidi e che in caso di vendite importanti avrebbero mostrato maggiore volatilità.

Da questo dato possiamo trarre due diverse conclusioni: la prima è che in pochi tra gli investitori più strutturati si avventurano ancora su mercati di questo tipo, la seconda è che invece la notizia era forse già in parte scontata dai mercati, cosa che farebbe il paio con una reazione comunque modesta anche da parte del mercato crypto.

Hyperliquid: andamento “NASDAQ100”

Rispetto a 24 ore fa infatti, XYZ100, che segue Nasdaq 100, quota a -1,34%, non esattamente numeri da crash.

Un bene che il mercato sia più aperto?

Probabilmente sì, anche se qualcuno dirà che alla riapertura di lunedì, i mercati almeno in parte si saranno tranquillizzati, a patto che non ci sia un’escalation.

L’argento, sempre su Hyperliquid

Al netto della preoccupazione ovvia e umana per la situazione, c’è tanto di contorno che andrà studiato, in un mondo che anche in termini di struttura dei mercati sta cambiando molto rapidamente.

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