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USA verso stop a dollaro digitale. Mossa di Washington che brucia BCE e Cina

Al Congresso una legge bipartisan che va in direzione opposta a quanto previsto in Europa.
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Gli Stati Uniti si apprestano a proibire la creazione di una CBDC, una valuta digitale che sarebbe emessa (come accade in Cina e come accadrà in Europa) dalla banca centrale e quindi da Federal Reserve. All’interno del 21st Century Road to Housing Act, proposta di legge bipartisan, c’è infatti una chiara proibizione per la creazione di una forma di denaro che invece in Europa è oggetto di forti pressioni sia da BCE, sia da una parte della politica europea.

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Se un tempo il no alle CBDC era un tema forte delle campagne elettorali repubblicane, ora sembra che sarà in grado di farsi strada anche tra i democratici, un tempo maggiormente aperti a questa eventualità.

USA da una parte, Cina e Europa dall’altra

La frattura è ora più evidente. Gli Stati Uniti faranno il contrario di quanto hanno deciso di fare Cina e Europa (con la seconda che deve però ancora votare gli aspetti fondamentali dell’iniziativa). Sarà proibito, almeno fino al 2031, qualunque tipo di iniziativa a tema CBDC. Gli USA non avranno pertanto un dollaro digitale, almeno nella forma in cui si è realizzato a Pechino e presto si realizzerà a Francoforte.

I timori sono noti da tempo e già dalle ultime campagne elettorali per le presidenziali USA: il tema del potenziale controllo del denaro e del suo trasferimento da parte di un’entità come Federal Reserve tocca diversi dei nervi del Volksgeist americano, storicamente meno disponibile a compromessi con il potere centrale.

Gli Stati Uniti preferiscono le stablecoin

Con il GENIUS Act gli Stati Uniti hanno offerto il primo framework legale che segna il limite tra ciò che si può e non si può fare negli States a tema stablecoin.

Il governo Trump ritiene gli emittenti di stablecoin un potente alleato sia per la diffusione del dollaro su scala globale, sia invece per l’acquisto di debito USA che viene utilizzato come riserva delle stablecoin stesse.

Il grafico mostra le detenzioni di debito USA a breve scadenza da parte di Tether (emittente di USDT) e Circle (emittente di USDC), con detenzioni che potrebbero aumentare in modo importante anche subito.

Le riserve di USDT sono infatti distribuite non solo su asset cash-like ma anche in minima parte in Bitcoin e oro. All’interno delle riserve cash-like, una parte rilevante è depositata in repo. Per quanto riguarda Circle, le sue riserve sono ad oggi gestite da un fondo di BlackRock che investe in repo (per il 68%) e in debito pubblico USA a breve scadenza (per il 32%). Il fondo utilizzato da Circle è domiciliato negli USA quindi non vi è pericolo di doppio conteggio.

Per il governo Trump le stablecoin sono i più proverbiali dei due piccioni con una fava: da un lato si accarezza quell’astio verso il governo federale e le sue intromissioni nella vita di tutti i giorni che è caro alla sua base elettorale. Dall’altro si fa fare a privati come Tether e Circle il lavoro di diffusione del dollaro – in forma digitale – su scala globale.

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