Oggi alle ore 15:00 circa, più precisamente all’altezza del blocco n° 83756500 della blockchain di Polygon, si terrà un importante hard fork in cui verranno effettuate modifiche sul piano del consenso. L’aggiornamento, chiamato Lisovo, introduce una serie di cambiamenti tecnici che permetteranno di migliorare alcuni aspetti della rete legati a commissioni, throughput e pagamenti per AI agents.
In quanto hard fork, tutti i nodi operanti su Polygon sono chiamati in causa per aggiornare il proprio software e continuare ad utilizzare la versione più recente del protocollo, mentre gli utenti non dovranno fare nulla in preparazione all’evento. In questo articolo scopriamo quali punti tocca l’upgrade e come potrebbe influire sulle performance del token $POL.
Polygon si prepara all’hard fork Lisovo: tutto quello che devi sapere
È ormai tutto pronto per il 7° hard fork della storia di Polygon, che tra pochi minuti verrà attivato ufficialmente in mainnet, dopo mesi di pianificazione e continui PIP (Polygon Improvement Proposal) da parte di team e sviluppatori. Sono diversi gli ambiti su cui interviene l’aggiornamento, con modifiche che toccano ottimizzazioni dell’infrastruttura e meccanismi pensati per favorire lo sviluppo di nuove applicazioni. Senza scendere troppo nei tecnicismi, possiamo riassumere l’upgrade in questi punti principali:
- Maggiore flessibilità e programmabilità della base fee: con il PIP-79 si definisce un importante cambiamento nel calcolo della base fee, ossia nella commissione di base che gli utenti devono pagare oltre alla priority fee. Con il nuovo aggiornamento, in particolare, si introduce un margine di variazione della base fee compreso tra il 95% e il 105% rispetto al blocco precedente, rendendo il processo più flessibile
- Miglioramenti all’ambiente EVM: grazie al PIP-81, Polygon aggiunge un nuovo opcode chiamato CLZ, cioè una funzione che permette di eseguire alcune operazioni matematiche in modo più efficiente. Questo contribuisce a rendere l’esecuzione degli smart contract più rapida e allineata con l’evoluzione dell’EVM di Ethereum.
- Incentivi per operazioni tra Ai agents: Lisovo introduce anche un programma pensato per supportare il flusso di transazioni tra AI agents che operano in modo automatico. Più nello specifico, una parte delle commissioni pagate in queste operazioni potrà essere rimborsata agli operatori che gestiscono l’infrastruttura AI, con l’obiettivo di favorire volumi sempre maggiori e pagamenti machine-to-machine.
Il passaggio verso la “Gigagas roadmap” di Polygon
Il fine ultimo di Polygon con questo hard fork è preparare il terreno per un’estensione della capacità di elaborazione della rete, in linea con la cosiddetta Gigagas roadmap. Il team del L1 vuole portare la chain a sostenere un throughput di 100.000 TPS, un livello di scalabilità ad oggi ancora inesplorato anche dalle architetture più all’avanguardia, se non in ambienti prettamente teorici.
L’upgrade in sé non crea condizioni direttamente collegate al tema dello scaling, ma riduce tante inefficienze e introduce meccanismi che rendono la rete più flessibile e adattabile nel tempo. La maggiore programmabilità della base fee e i miglioramenti all’ambiente EVM rappresentano infatti elementi imprescindibili per preparare la rete a un futuro aumento della velocità.
Per quanto riguarda invece gli interventi più connessi al throughput, Polygon si è mossa di recente per aumentare il tetto del gas limit per i blocchi, seguendo un percorso simile a quello messo in atto da Ethereum. Al momento la scalabilità massima teorica della rete è di 1.380 TP/s, grazie ad un tetto del gas fissato a 100 milioni di unità.
Aumenta il volume delle fees incassate da Polygon: cresce la domanda di blockspace
Vi mostriamo un dato interessante, che non ha nulla a che vedere direttamente con l’hard fork Lisovo, ma che riguarda in termini più ampi l’andamento delle fees di rete e la domanda degli utenti nei confronti del blockspace. Innanzitutto è da segnalare come a partire dal 2026 la rete abbia registrato un forte boost nelle commissioni, passando da meno di $100.000 a settimana a oltre $1 milione negli ultimi rilevamenti.
Tutto ciò è dovuto alla crescita dei volumi di pagamento di stablecoin sulla rete e al maggiore utilizzo di applicazioni quali Polymarket, che hanno riacceso l’interesse e contribuito ad accrescere l’attività complessiva. Ma la parte più importante riguarda il fatto che nel frattempo, in particolare nel mese di febbraio, c’è stato anche un aumento netto delle priority fees.
Nell’ultimo mese abbiamo assistito ad un incremento della domanda di blockspace, con gli utenti che hanno accettato di pagare di più pur di vedere le proprie transazioni incluse più rapidamente nei blocchi della rete Polygon.

Questa situazione, ha permesso altresì di aumentare la quota dedicata al buyback e burn del token $POL, come previsto dal protocollo (una parte delle fees viene riversata in queste attività). Solo a febbraio sono stati rimossi dalla circolazione ben 28,2 milioni di “POL, pari ad un valore di $2,8 milioni: non una cifra altissima se paragonata alla market cap della moneta, ma comunque molto più elevata rispetto ai mesi precedenti.
$POL: 2026 anno della rinascita?
Il token di Polygon ha ancora molta strada da fare per recuperare l’outlook speculativo del 2021, quando l’ex $MATIC viaggiava su binari estremamente bullish. Oggi il quadro è molto più difficoltoso e probabilmente non basterà un semplice hard fork per ritrovare lo stesso entusiasmo del passato sui mercati.
Il progetto sta cercando di cavalcare nuove narrative, dagli AI agents ai pagamenti in stablecoin, per rilanciare l’utilizzo della propria infrastruttura e attirare nuovi capitali, ma il gap da colmare sul TVL rimane ancora molto ampio (-$9 miliardi dal picco). Questo per dirvi che il momentum di breve potrebbe essere favorevole, ma nel medio/lungo periodo rimangono problemi che vanno oltre la scalabilità e la componibilità della rete.
Ecco perché dobbiamo certamente guardare con interesse a questo upgrade di Polygon e vedere come risponderanno gli investitori nell’immediato, pur però rimanendo cauti e prudenti prima di parlare di una vera e propria rinascita.
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