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IRAN HORMUZ PETROLIO

Shock petrolio: 100$ in vista e 150$ a fine marzo per Goldman Sachs

Per la grande banca d'affari la situazione è grave. E il petrolio ne risentirà.
IRAN HORMUZ PETROLIO

AGGIORNAMENTO: alla riapertura dei futures WTI ha superato i 110$ per poi assestarsi intorno a 108$. Prima previsione di Goldman Sachs già superata.

Una nota di Goldman Sachs agli investitori indica probabili rialzi nel prezzo del petrolio. Durante la prossima settimana, secondo la banca d’affari, il greggio potrebbe raggiungere i 100$ e addirittura i 150$ entro fine mese. Si tratta di previsioni che certi mercati crypto stanno già prezzando nel weekend, anche se i livelli citati da GS sono ancora lontani.

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La previsione di Goldman Sachs ha delle variabili: affinché si raggiungano certi prezzi, servirà una combinazione di eventi, che troverai poco più avanti nel corso di questo approfondimento.

Il petrolio a 100$?

Sì, e già dalla settimana tra il 9 e il 14 marzo, se non dovessero trovarsi delle soluzioni rapide per lo Stretto di Hormuz. Dallo Stretto passa circa il 20% di petrolio su scala globale e intorno al 25% di gas naturale liquefatto.

Al momento il transito è pressoché interrotto e tale rimarrà fino a una soluzione, anche parziale, al conflitto. Scrive Goldman Sachs:

Basandoci sui nuovi dati, sugli ultimi sviluppi e sulla grandezza dello shock, crediamo che il prezzo del petrolio supererà probabilmente i 100$ la prossima settimana se non ci saranno soluzioni per allora.

Questo in una nota diffusa venerdì e che dunque si riferisce alla prossima settimana. L’analisi ha poi aggiunto:

Crediamo anche che i prezzi dei prodotti petroliferi raffinati supereranno quelli del 2008 e del 2022, se i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz dovessero rimanere contratti per tutto il mese di marzo.

Quindi prezzi record anche per benzina e derivati del petrolio, in quella che sarebbe un’importante fonte di preoccupazione per l’economia globale.

In entrambi i casi citati dall’analisi di Goldman Sachs, ci furono conseguenze importanti per le economie globali in termini di inflazione e di produttività.

Bitcoin e crypto: viaggio nel buio?

In realtà Bitcoin e crypto hanno affrontato soltanto una parziale crisi petrolifera nel 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. I prezzi passarono dagli 88$ al barile di gennaio ai 140$ circa di inizio marzo. I prezzi rimasero poi elevati fino a giugno, per poi rientrare su livelli più normali soltanto nella seconda parte dell’anno.

Lo shock coincise con il crollo di Terra Luna poi a maggio 2022 e a una serie di fallimenti a catena che culminarono con la fine di FTX. Eventi però soltanto coincidenti e che non possono essere messi in correlazione in assenza di altri dati.

Qui Alex Lavarello ha analizzato la situazione del petrolio parlando di tempesta perfetta. Un punto di partenza analitico necessario per tutti coloro i quali opereranno sui mercati nei prossimi giorni.

Il prezzo sulle piazze decentralizzate

I futures sul petrolio torneranno agli scambi soltanto nella tarda serata di domenica. Nel frattempo l’unico indice dei prezzi credibile è su alcune piazze quasi decentralizzate, come Hyperliquid.


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Su HL il prezzo WTI è già in quota 95$ e quello del BRENT ha superato i 97$,in una progressione comunque modesta rispetto ai prezzi di ieri.

Sarà interessante vedere quanto utili siano certi mercati mentre quelli ufficiali sono chiusi: avranno prezzato correttamente quanto si aspettano i mercati più liquidi? Seguiremo la vicenda anche sul nostro Canale Telegram, tramite il quale forniamo puntuali aggiornamenti anche sui mercati tradizionali.

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